• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Home page In evidenza top news

LAVORO ROSA, LAVORO NERO: 1,3 MILIONI LE DONNE SENZA CONTRATTO

it@withub.it by it@withub.it
5 Dicembre 2007
in In evidenza top news
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter


Roma, 5 dic – Residente al Nord, impegnata nel settore dei servizi e con un titolo di studio medio-alto. E’ questo l’identikit della lavoratrice irregolare disegnato dall’Isfol che, per la prima volta, ha analizzato diversi aspetti del lavoro sommerso femminile. Secondo la stima dell’Istituto per la formazione dei lavoratori, un fenomeno che coinvolge 1 milione e 352 mila donne, vale a dire il 47,4% del totale dell’occupazione irregolare. Il 65% delle lavoratrici in nero accede al mondo del lavoro sommerso attraverso i canali informali, mentre il 67% svolge un lavoro sommerso o irregolare da un anno o più. La componente femminile più elevata si trova al Nord (64,2%) e nel settore dei servizi (56,9%). Inoltre, l’Area Sistemi locali e integrazione delle Politiche ha realizzato una ricerca dal titolo “Dimensione di genere e lavoro sommerso” attraverso il coinvolgimento di quasi 1.000 donne tra italiane e straniere che lavorano in tre città dislocate tra Nord, Centro e Sud con un contratto di lavoro irregolare o in nero: 306 a Torino, 351 a Roma e 330 a Bari. L’indagine ha messo l’accento su alcune caratteristiche dell’occupazione irregolare femminile. Tra le possibili forme di irregolarità la tipologia più diffusa è l’assenza di contratto in forma scritta che interessa quasi due terzi delle lavoratrici (64%), seguita dall’irregolarità dovuta alla parziale o totale disapplicazione delle norme contrattuali (28%). Un dato significativo è in relazione ai titoli di studio dichiarati dalle intervistate. Il 36% di queste afferma di possedere il diploma di scuola media superiore, il 13% un titolo a livello universitario, l’8% la qualifica professionale, il 31% la licenza media e il 6% la licenza elementare. Ciò significa che il titolo di studio non costituisce uno strumento di salvaguardia rispetto all’accettazione di un lavoro nero. Come per il lavoro regolare, l’accesso al mercato del lavoro sommerso avviene principalmente in modo informale attraverso reti di relazioni personali e amicali (65%).


 

Related Posts

  • LES ECHOS: ITALIA A RISCHIO LAVORO NERO

    Roma, 6 mar - Citando quanto scritto dal Sole 24 Ore, amche Les Echos si…

  • Inserto Lavoro pag 01

  • Inserto Lavoro pag 02

Previous Post

VENETO: PROGRAMMA DI INTERVENTI PER FAR CONOSCERE LA LINGUA ITALIANA

Next Post

LE BANCHE GUARDANO AL FUTURO: CRESCONO GLI INVESTIMENTI HI-TECH

Next Post

del 6 Dicembre 2007

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.