Roma, 5 dic – Residente al Nord, impegnata nel settore dei servizi e con un titolo di studio medio-alto. E’ questo l’identikit della lavoratrice irregolare disegnato dall’Isfol che, per la prima volta, ha analizzato diversi aspetti del lavoro sommerso femminile. Secondo la stima dell’Istituto per la formazione dei lavoratori, un fenomeno che coinvolge 1 milione e 352 mila donne, vale a dire il 47,4% del totale dell’occupazione irregolare. Il 65% delle lavoratrici in nero accede al mondo del lavoro sommerso attraverso i canali informali, mentre il 67% svolge un lavoro sommerso o irregolare da un anno o più. La componente femminile più elevata si trova al Nord (64,2%) e nel settore dei servizi (56,9%). Inoltre, l’Area Sistemi locali e integrazione delle Politiche ha realizzato una ricerca dal titolo “Dimensione di genere e lavoro sommerso” attraverso il coinvolgimento di quasi 1.000 donne tra italiane e straniere che lavorano in tre città dislocate tra Nord, Centro e Sud con un contratto di lavoro irregolare o in nero: