Rio de Janeiro, 6 dic – Inizia oggi il ciclo di proiezioni dedicate ad Adolfo Celi, primo emigrante transoceanico, negli anni ’50 e ’60, e Gianni Amico emigrato negli anni ’70 e ’80. La rassegna cinematografica, curata dal ministero dei Beni Culturali; l’Istituto Italiano di Cultura e l’associazione Itaroarte, rende omaggio a questi due straordinari protagonisti del cinema italiano ripercorrendone la carriera “brasiliana”, per una serie di proiezioni che fino a domenica si svolgeranno presso il Cine Glória – Memorial Getúlio Vargas. Iscritto all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma dal 1942, fu proprio qui che Celi conobbe celebrità come Vittorio Gassman, Mario Landi, Vittorio Caprioli, che gli trasmisero la passione per il teatro e per il cinema. Nel 1945 venne scritturato per il film “Un americano in vacanza” di Luigi Zampa e per Proibito rubare di Luigi Comencini; nel 1947, Aldo Fabrizi gli fece una proposta che gli cambiò la vita: la partecipazione al film Emigrantes. Partì per il Brasile con il cast e si appassionò a questa terra decidendo di rimanerci per quindici anni. Qui, fu considerato il top per le arti cinematografiche: fondò nuovi canoni di sperimentazione teatrale e cinematografica, diresse un teatro, fece il regista sia di teatro che di cinema. Fu lui infatti a fondare il teatro stabile Teatro Brasileiro di Comédia, la compagnia di prosa Carrero-Celi-Autran e la produzione cinematografica Vera Cruz, dove Celi fece le proprie esperienze come regista (Caiçara, 1950; Tico-Tico no Fubà, 1952). In Italia invece l’unico film da lui diretto l’ha firmato con i suoi compagni d’accademia Vittorio Gassman e Luciano Lucignani: l’autobiografico L’alibi (1969). (SEGUE)