Parigi, 6 dic – “I mestieri degli italiani in Francia ed in Europa”: questo il titolo della ricerca bibliografica presentata alla “Ancêtres Italiens” di Parigi nelle settimane scorse. Autore di questo lavoro Marc Margarit, presidente di “Ancêtres Italiens”, associazione che ha come obiettivo quello di ricostruire la storia della presenza italiana in Francia a partire dai gruppi “des familles italiennes”. Si tratta di una bibliografia costruita utilizzando libri, inventari, opere di storia locale, guide di archivi, tesi, che permette di fare il quadro dei mestieri che hanno caratterizzato l’emigrazione italiana in Europa e, nello specifico, in Francia. Ne viene fuori una radiografia della vecchia emigrazione italiana che si è trasferita in Francia e nel resto dell’Europa portando con sé le competenze sulle quali costruire il proprio futuro e che hanno “contaminato” l’economia delle aree ospiti con quella dei territori di provenienza degli emigrati. Questi i mestieri e le loro culle: i tassisti e i lucidatori di parquet valdostani, installati nella periferia di Parigi, a Levallois-Perret e Clichè; “les employés en hôtellerie” valdesi delle valli del Chisone e del Germanasca, in provincia di Torino, stabilitisi a Lione, Marsiglia, Nizza; i camerieri della Val di Susa, provincia di Torino, a Parigi; i lattai della Alta Val di Susa, provincia di Torino, a Marsiglia; i “magnin”, calderai della Val Soana e dell’Orco, provincia di Torino; i vetrai piemontesi della Val Soana; i “pelassiers”, raccoglitori di capelli piemontesi d’Elva, provincia di Cuneo; i materassai piemontesi di Sampeyre, provincia di Cuneo; gli addetti ai confezionamento di tute da lavoro, di Pontechianale, provincia di Cuneo, che scendevano a vendere la loro merce in Provenza; i fumisti spazzacamini piemontesi della Val Vigezzo, provincia di Verbania. (SEGUE)