Siena, 9 dic – Tutte le risorse ambientali che il pianeta ha
prodotto nel 2007 sono state consumate, e stiamo già utilizzando le “riserve”
ecologiche. Lo hanno calcolato gli studiosi della rete internazionale Gfn (Global
Footprint Network) e del partner inglese Nef (New Economics Foundation)
nell’ambito del suo calcolo annuale sull’impronta ecologica del genere umano a
livello mondiale – al quale ha partecipato anche l’Università di Siena. Mettendo a confronto la domanda mondiale di
terreni agricoli, pascoli, foreste e zone di pesca necessari per sostenerne i
consumi
e la capacità di questi ecosistemi di generare nuove risorse
e assorbire i rifiuti che produciamo, lo studio internazionale ha appurato che
“complessivamente – come spiega Simone Bastianoni, membro del Comitato degli
Standard del Global Footprint Network, coordinatore degli studi per l’ateneo
senese all’interno del gruppo di ricerca diretto dal professor Enzo Tiezzi –
l’uomo consuma oggi l’equivalente delle risorse generate da 1,3 pianeti. In
Italia i risultati di questo sovrasfruttamento sono particolarmente evidenti:
abbiamo infatti un’impronta quasi doppia rispetto alla media mondiale. Se tutti
gli abitanti della Terra avessero uno stile di vita e un livello dei consumo
pari al nostro, servirebbero 2,3 pianeti per soddisfare i consumi della
popolazione mondiale”. I dati mostrano
che, a partire dalla metà degli anni Ottanta, l’impronta ecologica dell’uomo ha
cominciato ad essere maggiore delle risorse disponibili sulla Terra, causando
l’incremento, anno dopo anno, del nostro debito ecologico. Nel 1996 l’umanità
utilizzava già il 15% in più delle risorse naturali disponibili annualmente
sulla Terra, ed il giorno in cui cominciava ad accumularsi il debito ecologico
cadeva in novembre. Quest’anno, il nostro debito ecologico è anticipato di
circa un mese e il sovrasfruttamento delle risorse è pari al 30%.
(Grm)