Roma, 12 dic – Ammette di “aver fatto la corte” ad alcuni senatori dell’Unione, accusa “l’armata rossa dei magistrati” di accanirsi contro di lui e smentisce di aver ricevuto comunicazioni dalla procura di Napoli. Silvio Berlusconi si difende dall’accusa di aver tentato di corrompere alcuni esponenti dell’opposizione, tra cui il senatore eletto all’estero Nino Randazzo, che esattamente un mese fa scrisse una lettera al Cavaliere per comunicagli la sua “ferma intenzione di non venir meno in nessuna circostanza all’impegno politico preso con la base popolare” che lo aveva eletto nelle file dell’Unione. Berlusconi accusa Repubblica di “distorcere la realtà” e, come già aveva fatto il suo legale Nicolò Ghedini, chiarisce che la notizia di un’indagine su di lui è destituita di fondamento. Dopo quasi una giornata di silenzio la Procura, invitata dal presidente della Camera Fausto Bertinotti, a dare informazioni in merito, ha fatto sapere in una nota che “il procedimento relativo alla quasi totalità dei fatti oggetto di indagine è in fase conclusiva”. “E’ stato aperto un procedimento penale – ha aggiunto il comunicato firmato dal procuratore Giovandomenico Lepore – teso alla verifica delle sconcertanti modalità con le quali si è dato luogo all’indebita pubblicazione delle notizie, sicuramente destinata a produrre gravi danni alle indagini che questo ufficio ancora sta conducendo”. Ospite della tv della libertà di Michela Brambilla, Berlusconi, dopo aver ufficializzato il nome del nuovo partito, il Popolo della libertà, è una furia: “Questo presunto scoop di Repubblica – dice – è una montatura assoluta. Non c’è nessuna cosa di cui io debba preoccuparmi. Voglio soltanto notare che c’è odore di elezioni, di campagna elettorale e così subito l’armata rossa della magistratura si rimette in moto”. (SEGUE)