Madrid, 18 dic – Sesso, droga e violenza, ma anche difesa dell’anoressia, della bulimia e tanti modi per un suicidio “diverso” dal solito. Tutto questo in un click. La rete non ha più frontiere, soprattutto per il 75% dei bambini spagnoli tra i 10 e i 15 anni. Il 30% dei più piccoli, che usa abitualmente la rete, ha infatti confessato di aver dato il proprio numero di telefono a uno sconosciuto almeno una volta, mentre il 17% ha ammesso di aver visitato siti pro-anoressia e pro-bulimia. E ancora: pagine che spiegano nel dettaglio le diverse tecniche per suicidarsi, razzismo, xenofobia e diverse immagini di autopsie. E i genitori? Quelli che non sono pratici della rete non riescono a “salvare” i loro bambini, mentre i più tecnologici si difendono come possono attraverso l’impiego di filtri che bloccano i piccoli navigatori quando provano a entrare in pagine web considerate “hard”. “Se hai fame – spiega uno di questi siti – conta fino a mille e vedrai che ti passa” oppure “Ingoia il cibo e corri a espellerlo, ti sentirai meglio”. Di questi “consigli” o “trucchi” è piena la rete, basta cliccare per esempio sul blog di Ana Belén, una giovane che elargisce pareri gratuiti su come diventare una “brava” anoressica. Ma sono migliaia i siti che ti fanno passare la fame, tanto che è facile imbattersi in un vero e proprio campionato: “Oggi sono arrivata a pesare 65 chili e mezzo per 1,70 di altezza” racconta una teenager “mi impegno a calare fino a toccare i 60 nel tempo record di una settimana, chi fa a gara con me?”. Il 17,5% dei ragazzi spagnoli frequentano abitualmente siti e blog di questo tipo pur di captare qualche nuovo e curioso consiglio di chi ce l’ha fatta a perdere peso. Numeri che spaventano e che dovrebbero far riflettere, questo è l’intento della Protégeles, l’associazione che lotta per la sicurezza “informatica” dei bambini in tutto il mondo e che presto pubblicherà questa indagine-choc. Secondo gli esperti chiudere i siti pericolosi è un rimedio troppo provvisorio, infatti “per uno che viene eliminato ne spuntano altri cinque” assicura María del Carmen González, coordinatrice di Adaner, l’Associazione in difesa dell’anoressia nervosa e della bulimia.
(Fam)