La Jolla, 20 dic – Lo chiamavano “Kid Dinamite”, all’anagrafe Aldo Spoldi, il pugile i origine italiana residente negli Stati Uniti che ha sfidato i maggiori talenti mondiali fra il 1930 ed il 1945, diventando Campione dei pesi leggeri. Ad ormai 10 anni dalla sua scomparsa (19 novembre 1997), la moglie, Ethel Clay, ha confermato che l’amore del marito verso l’Italia non si è mai sopito, forse proprio perché la sua carriera da pugile deve molto a quella voglia di riscatto insita negli emigranti di quel periodo. Fra le sfide che lo hanno portato alla ribalta si ricordano soprattutto quelle contro Henry Harmstrong (quattro volte), Sammy Angott, Irving Ekldridge e Jackie Berg. Ritiratosi dal ring, Spogli ha continuato a seguire, dalla sua casa di La Jolla, la boxe ed in particolar modo i pugili italiani emergenti. La sua non è stata una carriera di soli successi, ma anzi le delusioni sono state tante a causa proprio di uno dei suoi maggiori pregi, ovvero la forza del suo pugno, da cui deriva il suo soprannome. Questa forza infatti gli ha causato più volte la frattura delle mani, problema non indifferente, ma non è riuscita a rovinare totalmente quello che comunque è stato il cammino di un grande pugile.
(Cld/Sis)