Genova, 20 dic – Sarà presentato in anteprima a Genova il documentario “Un piede in terra, l’altro in mare” realizzato dal regista Silvio Soldini, su incarico della Regione Liguria. Soldini ha realizzato il cortometraggio nei mesi scorsi, al termine delle riprese del film “Giorni e nuvole”, con Margherita Buy e Antonio Albanese girato interamente a Genova e dintorni. Il documentario-ritratto, parallelo, ma assolutamente autonomo dal film, è stato commissionato al regista dalla Regione Liguria senza vincoli di contenuto, di taglio narrativo, di formato. Piena libertà creativa, per un filmato promozionale che guarda alla terra e alla gente di Liguria con l’occhio di un poeta delle immagini come quello di Silvio Soldini. “Un piede in terra, l’altro in mare” (da un verso della canzone di Fabrizio de Andrè, “A Cimma”) è la storia di tanta gente di Liguria che davanti alla macchina da presa racconta il proprio lavoro, la loro storia, il loro territorio. Uomini e donne che dal mestiere, dalla professione e dal “saper fare” traggono identità, e non solo individuale. C’è Amanzio, portuale, grande narratore di traffici e merci e degli uomini delle banchine che racconta come “i container non sono mazzi di fiori, ma danno anche fastidio, ma questo sono i porti, e senza porti Genova e la Liguria non esisterebbero”. Ci sono gli sguardi e i silenzi di Simone, pescatore di Camogli e la storia di Mariangela, floricoltrice del Ponente, sull’orlo di realizzare “una bella fetta di sogno”, dopo aver rubato, sono sue parole, “un pezzo di terreno alla montagna”. Se in “Giorni e Nuvole” Soldini ha dato voce all’angoscia del lavoro perduto (e di quello che ne consegue), in “Un piede in terra, l’altro in mare” parla dell’identità forte e antica che viene dal lavorare, per quanto duro e difficile, o persino “infernale”, come l’acciaieria descritta dal Franco, operaio metalmeccanico. E parlandosi tra loro, i ritratti delle e dei liguri sembrano far vedere il filo che lega invisibile un territorio e una regione.
(Iil)