Roma, 8 gen – “Il messaggio del Papa per la giornata mondiale degli emigrati del 13 gennaio, cogliendo il nesso obbligato globalizzazione-mobilità, in riferimento alle giovani generazioni, ha indicato la vera via di una modernità che per moltiplicare al massimo i benefici delle risorse (umane ma anche economiche, tecnologiche, finanziarie, culturali, scientifiche) oggi a disposizione del genere umano, è obbligata a realizzare l’utopia dell’uguaglianza delle opportunità nella ricerca, da parte di ognuno, dei luoghi geografici e dei contesti sociali nei quali piantare la propria tenda. Naturalmente chi (come noi sul versante del lavoro e della tutela dei diritti sociali) è chiamato ad amministrare l’utopia, non può prescindere dalla concreta costruzione delle strade sulle quali la mobilità umana deve poter scorrere senza provocare ingorghi ed incidenti”. Così l’editoriale del dipartimento emigrazione dell’Inas (Istituto Nazionale di Assistenza Sociale) sulla giornata degli emigrati del 13 gennaio. “E ciò vale a cominciare dalle esigenze della legalità e dalla necessità di coniugare diritti e doveri, di contrastare la clandestinità, di governare e gestire i flussi migratori. Ma è proprio qui l’incrocio risorsa-sfida-provocazione al quale applicarsi, con responsabilità direttamente proporzionali rispetto ai poteri istituzionali di cui si dispone da parte di organismi internazionali, stati, enti e autorità locali, imprese, sindacati”. (SEGUE)