Firenze, 10 gen – Può Firenze puntare sulla lingua, patrimonio che appartiene al suo Dna, per rilanciare la cultura teatrale a livello europeo? E se sì, quali ambizioni e ruoli sono degni di questa città, che in tema di teatro vanta trascorsi illustri, dai Medici al ‘900 di Kantor, Gassman, Eduardo? Domande che chiamano in campo l’Associazione del Piano Strategico Metropolitano a organizzare, per conto dell’Assessorato alla Cultura del Comune e nell’ambito del Patto Stato-Regioni, un nuovo convegno sull’avvenire teatrale di Firenze, inevitabilmente legato ai destini della Pergola e alle sue future ipotizzabili gestioni, non più universo Eti, comunque tali da far ripensare dalle fondamenta l’intera geografia toscana del teatro. Appuntamento domani con Marc Fumaroli, Sergio Givone e molti altri nel saloncino della Pergol: al mattino (ore 10) per parlare di Vocazione teatrale, al pomeriggio (ore 15) di Educazione teatrale. Temi scelti per approfondire il dibattito lanciato nel convegno del 7 dicembre scorso, circostanza in cui emerse tra l’altro l’idea di dar vita, proprio alla Pergola, a un Centro di alta formazione teatrale, nonché a un Teatro della lingua italiana in sinergia con altri istituti cittadini di gran pregio, come Accademia della Crusca e Gabinetto Vieusseux. A temi nuovi interlocutori nuovi. “A dicembre”, spiega il coordinatore Andrea Di Bari, “il dibattito ebbe carattere più politico-istituzionale, con enti locali e operatori chiamati a misurarsi sugli scenari possibili in vista del ritorno alla città della gestione della Pergola. Stavolta si ragionerà più nello specifico, per delineare almeno il profilo culturale di un progetto per Firenze. Perciò confronto allargato anche a personalità diverse, comunque attente alle politiche culturali pubbliche e al ruolo del teatro come elemento costitutivo della società”. Protagonisti, dunque, alcuni mostri sacri del teatro internazionale accanto a filosofi, architetti, storici della cultura, intellettuali vari, amministratori, per discutere non solo del ruolo civile del teatro, ma anche di trasmissione dei saperi e del rapporto tradizione/innovazione nelle arti sceniche, mettendo a confronto scuole e tradizioni europee.
(Sis)