Roma, 11 gen – Il papa, nel suo messaggio, si rivolge poi direttamente ai giovani migranti: “Preparatevi a costruire accanto ai vostri giovani coetanei una società più giusta e fraterna, adempiendo con scrupolo e serietà i vostri doveri nei confronti delle vostre famiglie e dello Stato. Siate rispettosi delle leggi e non lasciatevi mai trasportare dall’odio e dalla violenza. Cercate piuttosto di essere protagonisti sin da ora di un mondo dove regni la comprensione e la solidarietà, la giustizia e la pace”. Il pontefice sottolinea la “difficoltà della duplice appartenenza” che colpisce i giovani migranti: “Da un lato, essi sentono vivamente il bisogno di non perdere la cultura d’origine, mentre, dall’altro, emerge in loro il comprensibile desiderio di inserirsi organicamente nella società che li accoglie, senza che tuttavia questo comporti una completa assimilazione e la conseguente perdita delle tradizioni avite. Tra i giovani ci sono poi le ragazze, più facilmente vittime di sfruttamento, di ricatti morali e persino di abusi di ogni genere. Che dire poi degli adolescenti, dei minori non accompagnati, che costituiscono una categoria a rischio tra coloro che chiedono asilo? Questi ragazzi e ragazze finiscono spesso in strada abbandonati a se stessi e preda di sfruttatori senza scrupoli che, più di qualche volta, li trasformano in oggetto di violenza fisica, morale e sessuale”. Benedetto XVI non dimentica i migranti forzati, i rifugiati, i profughi e le vittime del traffico di esseri umani invocando un maggiore e rinnovato impegno per la creazione di “idonee strutture di accoglienza e di formazione” in particolare per i bambini e gli adolescenti.
(Grm)