Bologna, 15 gen – “Parlare della
pena di morte è un’iniziativa di forte impegno civile e anche il teatro deve
schierarsi in questa direzione”. Parola di Alessandro Gassman che, da oggi al
17 gennaio, sarà in scena nella doppia veste di attore e regista per lo
spettacolo “La parola ai giurati”, al teatro delle Celebrazioni di Bologna. Un
testo forte, scritto da Reginald Rose e portato al cinema da Sidney Lumet nel
1957, nel quale dodici giurati devono esprimere la propria parola sulla condanna a
morte di un detenuto ispano-americano accusato di aver ucciso suo padre. “Per
questo spettacolo – spiega Gassman – abbiamo collaborato con Amnesty. Vedere le
immagini di Saddam Hussein giustiziato mi ha fatto capire una volta per tutte
che anche l’uomo più crudele, visto sul patibolo, è quanto di più lontano dalla
giustizia. Sono felice che la moratoria sulla pena di morte sia passata, ma credo
che il difficile debba ancora venire”. Oltre a questo spettacolo, in veste di direttore
del Teatro Stabile di Abruzzo, Gassman promuoverà anche ‘Le
invisibili’ di Manuela Giordano, “che racconta le vicende di dodici donne
pachistane vittime di violenze”. “Dirigere a teatro mi ha insegnato molto –
conclude Gassman analizzando la sua esperienza – ma escludo per il momento di
provare la regia cinematografica perché è un mestiere molto tecnico e prima
dovrei studiare molto”.
(Clf/Mcl)