Zurigo, 15
gen – Rimarrà una data storica per il calcio internazionale, quella del 15
gennaio 2008. Al termine del vertice tenuto a Zurigo, infatti, i diciotto club
europei più potenti del continente europeo hanno sancito ufficialmente lo
scioglimento del G-14, la “lobby” fondata nel 2000 allo scopo di portare avanti
presso gli organismi internazionali, Fifa e Uefa, alcune rivendicazioni di carattere
economico, tra le quali la principale era il riconoscimento di indennizzi per
il “prestito” dei calciatori sotto contratto alle rispettive nazionali. La fine
del G-14 segna ufficialmente la pace con
Platini che sin dall’inizio della propria gestione della Federcalcio europea si
era adoperato per ricomporre la frattura con i club: lo scioglimento è stato
dettato infatti da un accordo che prevede, tra l’altro, proprio il riconoscimento
degli indennizzi richiesti dalle società (relativi però solamente ai grandi
tornei come Europei e Mondiali) in cambio della rinuncia da parte dei club a
portare avanti in sede europea le proprie denunce. Il G-14 (fondato
originariamente da Barcellona, Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Inter,
Juventus, Liverpool, Manchester United, Marsiglia, Milan, Psv Eindhoven, Paris
Saint Germain, Porto e Real Madrid, alle quali nel 2002 si erano aggiunte
Arsenal, Valencia, Bayer Leverkusen e Lione) comunque, non è definitivamente
scomparso: le diciotto società si legheranno in una nuova e molto più ampia
associazione che sarà composta da un centinaio di club. Sepp Blatter,
presidente della Fifa, ha parlato di una “svolta storica, che permette ai club
di entrare a pieno titolo nella scala piramidale del calcio”. Michel Platini,
presidente Uefa, ha ammesso la legittimità delle richieste pervenute: “Quanto
sottoscritto oggi – ha detto – rientra nei piani della logicità. Non è certo un
passo politico, ma una scelta dettata dal buonsenso”.
(Pep/Sis)