Roma, 15 gen – “La cultura è libera, tollerante, aperta. Ma dall’Università di Roma arriva un netto rifiuto alla visita del Papa per l’inaugurazione dell’anno accademico. Il diktat viene spiegato in una lettera firmata da 60 scienziati con la presa di posizione di Ratzinger a proposito di Galileo e della sua condanna. Ma quello che abbiamo visto e sentito in tv, striscioni e dichiarazioni degli studenti, ha piuttosto il sapore di una minaccia e di un pretesto”. Così la senatrice di Forza Italia Antonella Rebuzzi sulle polemiche seguite alla notizia della presenza del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico del La Sapienza di Roma. “Fuori il Papa. Settimana anticlericale al collettivo di Fisica. Via il Papa dall’Università. Queste e altre espressioni non proprio ortodosse per una libera associazione culturale campeggiano sui cartelli davanti alla Sapienza, a costruire un baluardo difensivo all’ignominia della sgradita presenza – spiega la Rebuzzi – Gli atti intollerabili che gli studenti si preparano a compiere, fomentati anche dagli scienziati, che inneggiano alla scienza e alla ragione, documentano piuttosto una chiusura e un tipo di pensiero che nulla hanno a che vedere con la scuola di Galileo. Gli eventi vanno ricondotti ai tempi in cui sono avvenuti, e non è la dietrologia spicciola che può nascondere la malafede e l’appartenenza a un’ ideologia che cerca ogni pretesto per fare esplodere l’odio. Il Papa, questo Papa – conclude la senatrice eletta in Europa – è messaggero di pace, è un simbolo di condivisione, non di potere; a lui, come ad altri personaggi illustri di carisma mondiale, spetta il diritto di parlare nel tempio della cultura, se così vuole essere considerato un ateneo. Nessuna censura è ammessa, nessuna critica preconcetta. E men che mai, l’ anatema. O gli scienziati di oggi vogliono tornare al medioevo”.
(Sis)