Roma, 22 gen –
“La nostra Costituzione è una signora che ha sessant’anni, ma che
presenta assai più valori giovani che rughe. D’altronde, come sappiamo, si
possono ben togliere le rughe dal volto di una bella signora. E questo credo
che dobbiamo farlo. L’importante è che rimangano intatti, conosciuti e amati, i
suoi lineamenti fondamentali, quelli che hanno fatto della nostra Repubblica
una democrazia, una scuola e un presidio di libertà”. Così il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano aveva presentato la Costituzione italiana, durante la cerimonia di presentazione del
“Quaderno della Costituzione”, un piccolo vademecum che nel corso di
tutto 2008 sarà consegnato nelle scuole nell’ambito del progetto “Il
Quotidiano in classe”, e che è
stato preparato dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori, guidato da Andrea
Ceccarini, con il patrocinio della Presidenza della Repubblica e del ministero
della Pubblica Istruzione. Una iniziativa, che realizzata in occasione del
sessantesimo anniversario della Carta italiana, entrata in vigore il 1 gennaio
1948, servirà agli studenti italiani per
familiarizzare maggiormente con la Costituzione. E lo stesso concetto, seppure
con toni differenti, il presidente lo ribadisce mercoledì 23 direttamente ai
deputati e ai senatori riuniti nell’aula di Montecitorio, in occasione della
celebrazione ufficiale dei 60 anni della Costituzione Italiana. In Parlamento,
riunito in seduta congiunta anche se non in forma ufficiale, il Capo dello
Stato interverrà presumibilmente sui temi relativi alle riforme istituzionali.
Più volte, l’ultima delle quali in occasione del discorso di fine anno, il capo
dello Stato ha avuto modo di esprimersi sulla necessità di ritoccare il testo
della nostra Carta fondamentale pur, ovviamente, evitando con accuratezza di
dare indicazioni specifiche. Fuor di metafora, dal Quirinale si è sempre difeso
il solido impianto costituzionale, che conserva a distanza di 6 decenni tutta
la sua validità, senza per questo negare l’opportunità di valutare alcune riforme
dell’assetto istituzionale, per adeguarlo ai nuovi tempi. Secondo Napolitano,
l’urgenza principale è quella di rendere più fluidi e immediati i meccanismi
decisionali (in particolare per rendere più agevoli i passaggi in aula delle
annuali leggi finanziarie. “Il primo gennaio del 1948 – aveva spiegato
ancora il presidente Napolitano – entrò
in vigore la Costituzione che fu approvata il 22 dicembre del 1947: abbiamo
davanti un anno per ricordare cosa sia stata questa creazione straordinaria
delle sensibilità e della sapienza dei democratici italiani”.
(Sis)