Bruxelles, 22 gen – L’Occidente deve prendere in
considerazione la possibilità di effettuare degli attacchi nucleari preventivi
per fermare “l’imminente” proliferazione di armi nucleari e di distruzione di
massa. Per quanto contorta e spaventosa possa sembrare questa è la proposta di
cinque ex capi di stato maggiore delle forze armate di altrettanti Paesi membri
dell’Alleanza Atlantica. Proposta che sarà discussa ad aprile in occasione del
prossimo vertice Nato a Bucarest. Il documento, del quale hanno dato notizia il
britannico The Guardian e Rainews24, è stato presentato in questi giorni al
Pentagono e al Segretario Generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer da ex
strateghi militari di Gran Bretagna, Francia, Olanda e Germania: i generali
John Shalikashvili, Klaus Naumann, Henk van den Breemen, l’ammiraglio Jacques
Lanxade e Lord Inge e secondo il giornale inglese è stato discusso anche con
analisti e politici. La proposta prevede una ridefinizione della strategia militare
dell’Alleanza Atlantica che secondo il documento deve tenere conto di nuovi
fattori quali il fondamentalismo religioso, il terrorismo e la criminalità
organizzata, la proliferazione di armi di sterminio, i cambiamenti climatici e
la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, le migrazioni massicce. Nel
documento di 150 pagine si legge tra l’altro: “Un primo attacco nucleare è uno
strumento indispensabile perché semplicemente non vi è alcuna prospettiva
realistica per un mondo libero da armamenti nucleari. Il rischio di una
ulteriore proliferazione è imminente e, con questo, il pericolo di conflitto
nucleare, anche se in ambito limitato, può attuarsi. L’uso preventivo di armi
nucleari deve essere l’ultimo strumento per prevenire l’impiego di armi di
sterminio”. E non è tutto. Nel documento si chiede di cambiare alcune delle
regole fondamentali dell’Alleanza Atlantica proponendo ad esempio l’abolizione
dei “caveat” nazionali che permettono ai singoli Paesi di definire i limiti
operativi della propria partecipazione alle missioni Nato, la negazione del
ruolo decisionale sulle operazioni dell’Alleanza per quei membri che non
prendono parte alle missioni e l’uso della forza militare senza alcuna
autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu quando “una azione
immediata sia necessaria per proteggere un grande numero di esseri umani”.