Bruxelles,
24 gen – Il Kosovo sarà indipendente, “è questione di giorni”, probabilmente il
6 febbraio. A dichiararlo a Bruxelles il primo ministro kosovaro Hashim Thaci,
al termine di un incontro con l’Alto rappresentante per la politica estera e
europea Javier Solana. Il documento che proclama l’indipendenza, secondo quanto
ha reso noto Radio Kosovo citando fonti vicine al primo ministro, sarà
approvato in quel giorno dal Parlamento e altri paesi, afferma ancora Thaci,
faranno altrettanto in rapida successione. “Il Kosovo – sostiene – sarebbe
pronto già oggi, abbiamo già deciso tutto, i simboli, l’inno, la bandiera”. Il
premier, al termine dell’incontro, ha comunque affermato di voler “seguire una
procedura in stretta cooperazione con Washington e Bruxelles” e di aspettarsi
un “ampio riconoscimento, dopo la dichiarazione, da parte degli Stati Uniti,
dell’Unione europea e dei paesi limitrofi”. Il leader ha infine negato di aver
ricevuto pressioni per ulteriori rinvii, “semmai – ha detto – abbiamo ricevuto
un incoraggiamento per completare il processo. Vogliamo che questo sia un
grande successo”. Gelido il commento della Russia: “L’indipendenza unilaterale
del Kosovo sarà simile a ‘un atto di forza’ e comporterà un sovraccarico di
sentimenti separatisti in paesi con minoranze etniche o religiose”, oltre a
“minare la sovranità della Serbia, uno stato rispettato e membro delle Nazioni
Unite”. Intanto Il 7° reggimento alpini
della brigata Julia – circa 500 soldati – di stanza a Feltre è giunto in Kosovo
per partecipare ad una serie di attività addestrative che a rotazione impegnano
i reparti della Nato della riserva strategica. Gli alpini vanno ad aggiungersi
ai circa 3.000 militari italiani già impegnati in Kosovo nella Kfor, per lo più
della brigata Aosta.