Roma, 25 gen – C’è poi la questione dello sviluppo, della produttività e della modernizzazione del Paese. Le Acli invitano a prendere in considerazione la situazione internazionale di emergenza economica e richiamano le parole di ieri del commissario europeo Joaquin Almunia, secondo il quale nell’attuale contesto di crisi “tutti i Paesi hanno bisogno di governi forti con il sostegno di tutte le parti del Parlamento, non solo delle maggioranze ma anche delle opposizioni”. Una collaborazione fra le diverse forze politiche che sarebbe invece pregiudicata dalle elezioni anticipate. “Se si chiude e si va al voto oggi – insiste il presidente delle Acli Andrea Olivero – ancora una volta non saremo riusciti a riformare l’assetto istituzionale e amministrativo del nostro Paese, per renderlo, come chiedono tutti i cittadini, più efficiente e insieme più trasparente”. “Sarebbe un fallimento che indebolirebbe ancora le istituzioni democratiche, alimenterebbe ulteriormente la sfiducia dei cittadini, e finirebbe per avere ricadute negative sulle stesse forze politiche, di maggioranza e opposizione, quali che siano i risultati di una eventuale futura tornata elettorale. A 60 anni, appena festeggiati, dalla nascita della nostra Carta costituzionale, i partiti e gli uomini politici sappiano dimostrare di condividerne e onorarne l’alto senso dello Stato e del bene comune che l’ispira”.
(Sis)