Roma, 29 gen – “Da Bankitalia arriva la conferma delle difficoltà economiche in cui versano le famiglie italiane: gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono praticamente fermi dal 2000; è andata senz’altro meglio agli autonomi, che hanno potuto adeguare all’inflazione i prezzi dei prodotti o delle prestazioni professionali”. La senatrice Antonella Rebuzzi, eletta per Forza Italia in Europa nella circoscrizione estera, lancia l’allarme dopo l’indagine di Bankitalia che ha rivelato le difficoltà economiche delle famiglie italiane. “Oltre al danno la beffa – spiega la Rebuzzi – perchè l’adeguamento dei prezzi cui sono stati costretti gli autonomi, ha ridotto ancora di più il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti; e l’ ulteriore aumento delle tasse voluto dal governo di centrosinistra, ha depresso non solo i bilanci, ma anche le condizioni di vita del ceto medio. Perchè è il ceto medio, il più attivo, il più laborioso, a sentire di più il peso del cambiamento di una condizione passata da decorosa a umiliante. Non intendiamo, per carità di patria, riprendere l’annosa questione del cambio lira-euro che proprio dal 2001 ha cominciato a produrre i suoi effetti disastrosi; né ripetere con i grandi economisti che se i cittadini non comprano e i prodotti non si vendono, la recessione è nell’aria. Vogliamo soltanto sottolineare che la questione dei salari, che i sindacati hanno messo in agenda troppo tardi, è irrinunciabile, e deve essere al primo punto del prossimo programma di governo. Ne è fermamente convinto il nostro presidente Berlusconi, che ha già parlato di detassare gli stipendi, riducendo quel divario tra lo stipendio lordo e quello netto, che è la più grave ingiustizia subita dai lavoratori. In nessun paese al mondo – accusa la Rebuzzi – esiste uno squilibrio di tale entità, lo sa bene chi come noi trascorre molto tempo all’estero. Se è vero come è vero che l’inflazione è il peggior nemico, si può aggirare l’ostacolo agendo sulle tasse, e rinnovare i contratti con questo semplice metodo”. Sono questi, secondo la Rebuzzi i bisogni più urgenti dei cittadini, “non la riforma elettorale, la bozza Bianco o il sistema francese. Se ne renda conto Veltroni, che chiede un anno per le chiacchiere. Perdere altro tempo non fa bene al Paese”.
(Sis)