Roma, 29 gen – Sull’attuale momento di incertezza politica che inevitabilmente sta seguendo la caduta del governo, Randazzo scrive che “nell’attesa della decisione del presidente Napolitano, la soluzione è ancora aperta ad ogni ipotesi. Per lo scioglimento delle Camere e le elezioni scalpitano sia il centrodestra di Berlusconi, Fini e Bossi, forti della presunzione di sicura vittoria con programmi populisti e demagogici slogan, sia ovviamente i gruppi dei contestatori di centrosinistra Mastella e Bordon, sia partitini dell’estrema sinistra, timorosi di scomparire con una nuova legge elettorale che imponesse qualche soglia di sbarramento intorno al 5 per cento. D’altro canto, il Partito Democratico di Prodi e Veltroni, la fetta maggiore degli altri partiti di centrosinistra e l’UDC di Casini, che ancora non si piega ai diktat di Berlusconi, sostengono il progetto di un governo di transizione, in grado di fare almeno una nuova legge elettorale prima di tornare alle urne. C’è il timore, comunque, che il Cavaliere possa avere partita vinta e si debba votare a tamburo battente con questa legge elettorale, definita “una porcata” dal suo stesso autore, il leghista Calderoli: il “porcellum” in base al quale gli elettori possono solo votare i contrassegni dei partiti o coalizioni in lizza, ma non scegliere i candidati alla Camera e al Senato le cui liste restano invece in tasca ai segretari dei partiti”. (SEGUE)