Bruxelles, 31 gen – I prezzi delle macchine fotografiche
digitali variano del 30% tra Stati confinanti, in Portogallo più del 90% degli
abbonati non si avvale della tariffa che serve a ridurre le spese della
telefonia mobile e spreca più di 100 euro all’anno, in Belgio la telefonia
fissa costa oltre il 20% in più che nei Paesi Bassi, mentre in Italia l’elettricità
costa il doppio che in Finlandia o in Grecia. Il Mercato unico europeo c’è ma
non si vede. Lo dimostrano anche i costi medi di gestione dei conti bancari che
oscillano da zero a più di 80 euro tra i diversi paesi dell’Ue e il caos nel
settore dell’energia dove i consumatori hanno vita dura per capire e paragonare
le offerte tanto che uno studio condotto nel Regno Unito ha indicato che tra il
20 e il 32% delle persone che hanno cambiato fornitore dopo la liberalizzazione
dei mercati dell’energia ritrovandosi in condizioni contrattuali peggiori. La
causa della discrasia tra i mercati è, secondo l’Unione europea, la mancanza di
dati comparabili. Il Commissario Ue per
annunciato oggi l’inaugurazione del “Consumer Market Watch” (Osservatorio del
mercato dei consumatori) destinato a investigare il modo in cui funzionano i
mercati in diversi settori dell’economia dal punto di vista dei consumatori. Questo
nuovo processo si articola in due fasi: la prima consiste in un ampio
monitoraggio dei mercati al dettaglio alla luce di cinque indicatori chiave (prezzi,
reclami, frequenza di cambio dei fornitori, soddisfazione e sicurezza) in modo
da individuare pattern rivelatori di un malfunzionamento del mercato. Queste
irregolarità, che possono essere sintomi di pratiche atte a distorcere le
scelte dei consumatori e a ostacolare la concorrenza a livello del commercio al
dettaglio, possono far scattare la seconda fase del processo consistente in un’indagine
approfondita del mercato dei consumatori e in interventi correttivi. Il nuovo
processo del Consumer Market Watch serve anche a definire un quadro di
riferimento sul peso dei consumatori nei diversi Stati membri e al grado di
integrazione del mercato interno del commercio al dettaglio. “Nell’arco di 15
anni – ha spiegato Kuneva – il Mercato unico ha fatto molta strada, ma pensiamo
che i consumatori continuino a non riceverne i benefici che si meritano. Questo
nuovo potente strumento indaga in che modo i consumatori vivono effettivamente
il mercato nella realtà quotidiana. Quando i consumatori tentano di cambiare
fornitore quali sono le difficoltà che incontrano ? Che ne sappiamo dell’articolazione
dei prezzi ? E degli oneri nascosti o delle offerte vincolate e cumulative?
Queste nuove indagini costituiscono – afferma Kuneva – un controllo sistematico
del fatto che i consumatori ottengano un trattamento equo. L’Europa si sta
riposizionando in modo da porre gli interessi dei consumatori al centro del suo
policy making”.
(Caf)