Roma, 1 feb – Al primo posto l’Italia tra i fornitori della Spagna nell’oreficeria, con una quota del 26,7% sul totale delle importazioni spagnole del comparto ed un valore di 154 milioni di euro circa (+ 16% rispetto ai primi dieci mesi del 2006), nell’occhialeria (è italiano il 59,6% del totale) e nella pasta (con il 57,8% sul totale). Al secondo posto, dopo il gigante cinese, nel tessile-abbigliamento (13,4% dell’import spagnolo e un valore di oltre 1,7 miliardi di euro), nelle calzature (12,1%) e nell’arredamento (14,2%), mentre per i vini segue la Francia con una quota del 36,6%. “Si tratta di risultati – dichiara Antonio Escala Sisquellas, presidente della Camera di Commercio Italiana a Barcellona – che, anche a fronte di un lieve assottigliamento delle quote dell’Italia e dei principali Paesi europei a favore di più massicce importazioni dalla Cina, dimostrano la notevole capacità di penetrazione nonché di tenuta delle produzioni italiane in Spagna. Basti solo pensare che qui l’export italiano ha mostrato una netta accelerazione nell’ultimo decennio, passando dai 9,8 miliardi di euro del 1996 ai 23,6 del 2006 e, crescendo del 14% già nei primi dieci mesi del 2007 rispetto all’analogo periodo del 2006, ha raggiunto i 22,3 miliardi di euro”.
(Cog)