Roma, 3 feb – “E’ inaccettabile che Sergio De Gregorio usurpi il nome degli italiani all’estero, parlando a loro nome”. Queste le parole di Claudio Micheloni, senatore eletto nella ripartizione Europa nelle liste dell’Unione e presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, dopo che, venerdì scorso, l’esponente del movimento Italiani nel mondo Sergio De Gregorio è stato ricevuto dal presidente del Senato Franco Marini per le consultazioni sulla crisi di governo. “Il ‘fantomatico’ partito a cui ha dato vita De Gregorio – ha spiegato il senatore – è nato per interesse personale, e non svolge alcuna attività all’estero: di fatto, non ha nulla a che vedere con gli italiani nel mondo”. “La comunità italiane nel mondo – ha proseguito Micheloni – hanno i propri rappresentanti legittimati dal voto, che sono i parlamentari: nessuno può permettersi di parlare a nome di milioni di persone se non è riconosciuto dalla scelta di un elettorato”. Il senatore è passato poi ad analizzare l’impatto della crisi di governo sulle politiche rivolte agli italiani nel mondo: “La caduta dell’esecutivo annulla di fatto 20 mesi di intenso lavoro sulle riforme di legge di Comites e Cgie, sulla legge 153, sull’assegno di solidarietà per gli anziani indigenti residenti all’estero e sulla legge per la cittadinanza. Mi auguro che qualsiasi governo prenda le redini del Paese non lasci cadere questo patrimonio: si tratterebbe di una perdita gravissima”. “Spero inoltre – ha proseguito Micheloni – che siano prese alcune misure migliorative dell’attuale sistema di voto all’estero: sarebbe da promuovere l’istituzione di comitati elettorali nei consolati, il raggiungimento di una migliore organizzazione dello spoglio attraverso l’istituzione di più corti d’appello, e la garanzia di maggiore sicurezza nella spedizione dei plichi elettorali”. Micheloni ha sottolineato come la crisi di governo abbia rappresentato un fattore devastante per l’immagine dell’Italia: “Le nostre comunità all’estero sono influenzate più da vicino dall’immagine del nostro Paese: viaggiando recentemente a Bruxelles e in Svizzera mi sono reso conto dell’esasperazione a cui sono arrivati i nostri connazionali nel mondo di fronte al disfacimento politico ed elettorale del momento”.
(Cat)