Mar del Plata, 8 feb – Sergio Pelle ha spiegato invece le caratteristiche del subbuteo, gioco da calcio in miniatura nato ufficialmente nel 1947 in Gran Bretagna da un divertimento già praticato negli anni ’30. “Il gioco ha avuto grande diffusione anche in Italia – ha affermato Pelle – soprattutto durante gli anni Settanta e Ottanta. Il fascino del gioco consiste nella riproduzione nel corso di esso di una partita di calcio vera e propria con regole adattate ma del tutto simili a quelle del regolamento sportivo reale”. Il tavolo da gioco può essere trasformato in un vero e proprio stadio con tribune piene di spettatori, tabellone segnapunti, recinto per il campo, panchine, riflettori per simulare partite notturne, telecamere, miniature rappresentanti le tipiche figure presenti a bordo campo (raccattapalle, poliziotti, allenatore e riserve in tuta). Il Subbuteo è famoso anche per la vastissima disponibilità di squadre con maglie reali, sia nazionali che di club, e questa ricchezza di materiale spinge gli appassionati al collezionismo, così che molti di essi sono, più che giocatori, collezionisti. Originariamente le divise dei calciatori erano dipinte a mano e molti giocatori le personalizzavano, aggiungendo numeri e particolari tipici delle casacche ufficiali; successivamente sono state messe in commercio squadre con figure e divise intercambiabili e riproducenti le fattezze dei giocatori delle reali squadre di calcio. “Esiste anche una federazione mondiale – ha concluso Ignacio Beroldo, componente dell’Associazione e uno degli organizzatori del torneo – la Federation of International Sports Table Footbal (Fistf), che organizza annualmente un campionato mondiale individuale e a squadre, nel cui albo d’oro l’Italia è spesso presente”.
(Cld/Sis)