L’Aquila,
11 feb – E’ scomparso Rinaldo Rotellini, uno degli abruzzesi più attivi nella
comunità italiana di Detroit, presidente della Federazione Abruzzese del Michigan
(FADM). Da qualche anno lottava con una malattia rara mantenendo alta
l’attenzione per i suoi sociali e culturali. Una forza d’animo e una volontà
che lo hanno sempre accompagnato, da quando decise di lasciare l’Abruzzo, nei
primi anni del dopoguerra, alla volta degli Stati Uniti d’America. Era nato nel
1930 a Paganica, centro tra i novantanove castelli fondatori dell’Aquila,
allora da poco privato della sua autonomia municipale insieme ad altri sette
Comuni del circondario e forzatamente annesso alla città con un decreto regio
del luglio 1927, voluto dal podestà del capoluogo Adelchi Serena, diventato poi
Segretario del Partito Nazionale Fascista e Ministro dei Lavori Pubblici nel
governo Mussolini, per realizzare il sogno della “grande Aquila”. Malgrado le
proteste della popolazione, Paganica fu annessa e perse anche la sua autonomia
civica che almeno gli serviva a ben amministrarsi. Ciò nonostante – e nelle
condizioni difficili degli anni prima ed appena dopo il secondo conflitto –
l’intraprendenza, le capacità e la determinazione avrebbero comunque consentito
al giovane Rotellini di costruirsi una prospettiva di vita dignitosa in Patria,
sebbene i suoi studi fossero limitati dalle scarne possibilità come per la gran
parte di famiglie dei suoi coetanei. Orizzonte molto stretto, però, per Rinaldo
Rotellini che infatti, nel 1947, prese la via dell’America non appena gli fu
possibile, raggiungendo dapprima il West Virginia, dov’era emigrato il padre
Francesco, e tre anni dopo in Michigan, a Detroit, dove era già allora
consistente la comunità abruzzese, con corpose presenze dalla Valle Peligna e
dal Sulmontino, in specie da Pacentro. Quell’area offriva molte opportunità per
l’enorme crescita industriale del settore dell’auto. Città dell’automobile per
eccellenza, definita “the Motor City”, Detroit aveva sterminate fabbriche:
General Motors, Ford, Chevrolet, Crysler e Cadillac, solo per citare le più
conosciute, che lì hanno anche le sedi generali. In quel periodo di massimo
sviluppo del settore automobilistico, dopo due anni di servizio militare
prestato in Inghilterra con la divisa dell’esercito americano, Rotellini trova
qui finalmente occupazione alla General Motors. Senza restare vittima
dell’alienazione da catena di montaggio, dopo il lavoro Rotellini continuava i
suoi studi seguendo la sua forte inclinazione tecnica, fino a conseguire un
bachelor in ingegneria meccanica, che gli ha assicurato una stimata carriera
come body designer nel grande gruppo automobilistico. Molto presente nella vita
associativa della numerosa comunità italiana, con una forte passione per la
musica colta e per la fotografia, Rotellini di recente cantava anche nel Coro
tedesco, insieme alla moglie Renate, originaria del Baden Wurttemberg. Sin dal
primo momento egli assecondò l’iniziativa di Natalino Bucciarelli, corregionale
di Goriano Sicoli, nella costituzione della Federazione Abruzzese del Michigan,
che vide la luce nel 1999 e dove primo Presidente fu appunto l’attivissimo
Bucciarelli. L’anno successivo alla Federazione giunse il riconoscimento del
Presidente della Regione, Giovanni Pace, e l’avvio di attività sociali e
culturali, specie rivolte ai giovani. In particolare, con un progetto di
scambio di studenti avviato con i Sindaci della Valle Subequana e con il
Presidente della Comunità Montana Sirentina, Giuseppe Venta. Da allora una
ventina di giovani dal Michigan vengono annualmente nella terra dei padri,
nell’area subequana, ed altrettanti dall’Abruzzo raggiungono Detroit, con un
programma formativo e culturale. Dell’eredità di Bucciarelli raccolse il
testimone Rotellini, che poi ha retto la Federazione per quasi cinque anni fino
a quando due anni fa ha deciso di passare la mano a Gino Di Carlo, attuale
Presidente della Federazione. La Federazione ha investito molto nei giovani –
uno dei quali, Marco D’Aristotile, è componente del Consiglio Regionale
Abruzzesi nel Mondo – ed ha ampliato la sua influenza nell’Ohio, associando gli
abruzzesi anche di quello Stato. Forte commozione ha dunque destato la
scomparsa di Rotellini, apprezzato per la grande carica umana, per le spiccate
sensibilità sociali, per le doti organizzative poste a servizio della comunità
regionale residente nell’area metropolitana di Detroit. Del cordoglio della
Regione s’è prontamente fatto interprete verso la famiglia e la Federazione del
Michigan il Presidente del Cram, Donato Di Matteo, sottolineando come “Rinaldo
Rotellini abbia onorato l’Abruzzo con la sua vita e con il suo generoso impegno
sociale e culturale”.
(Iil)