Buenos Aires, 19 feb – “Mi ricandido. E questa
volta il nostro appoggio, da indipendenti, lo daremo a chi riuscirà a
convincerci sul progetto Paese che intende portare avanti, di avere in
Parlamento la forza necessaria per garantire stabilità e durata di Governo, di
portare avanti un serio programma per gli italiani all’estero”. Ricardo Merlo,
eletto nella passata legislatura in Argentina col gruppo indipendente
dell’Aisa, si ricandiderà anche per le elezioni del 13-14, “anche se ancora non
ho ancora deciso se per la Camera o per il Senato – spiega Merlo – E’ una decisione che lascio alla base del
nostro movimento delle associazioni.
Tutti i nostri sostenitori saranno coinvolti nei passaggi fondamentali
di questa campagna elettorale e sopratutto successivamente dopo le elezioni”.
Merlo si ripresenterà dunque sostenuto dal movimento delle associazioni ma
stavolta, spiega, si tratta di un movimento rinnovato, giovane, democratico,
partecipativo e sono sicuro vincente. Stiamo lavorando per il presente ma anche
per il futuro delle nuove generazioni e il primo passo è coinvolgerle nei
processi decisionali e politici che ci riguardano”. E soprattutto ancora una
volta il deputato italo-argentino sarà indipendente, e detta le proprie
condizioni per dare eventualmente il proprio appoggio al prossimo governo. “Non
voglio dieci partiti al governo che ricattino continuamente il premier. Non
appoggerei un esecutivo dove ogni
ministro la pensi diversamente dall’altro, su
quasi tutti i temi. Bisogna imparare dalla precedente esperienza e
quindi, sempre da indipendente, se vedrò che non saranno rispettate queste
condizioni, prenderò una posizione chiara e forte. Se nella precedente legislatura ci fosse
stata maggiore consapevolezza e responsabilità politica, forse oggi l’Italia
avrebbe già quella riforma istituzionale
capace di offrire garanzie di governabilità a chi governerà dopo il 13 e
14 aprile prossimi. Chi non ha imparato questo, dopo gli ultimi due anni di
esperienza, vuol dire che non ha capito niente di quello che è successo in
Italia. Firmare un assegno in bianco a qualsiasi maggioranza perché vincente –
conclude – questa volta costituisce secondo me, un chiaro errore di valutazione politica”.