Roma, 21 feb – “La riforma promossa dalla provincia autonoma di Trento – ha spiegato il senatore Andrea Ranieri – rappresenta un forte senso di responsabilità del mondo della ricerca, un elemento forte di svolta che dimostra come per migliorare basti correre insieme. La nuova normativa sul precariato garantisce, inoltre, un contratto di lavoro che definirei al giorno d’oggi essenziale”. Il modello consente inoltre un’attività di ricerca libera da parte dei ricercatori, purché non sia in conflitto con la prestazione di lavoro. E’ stato poi riconosciuto lo statuto di autonomia del ricercatore, in coerenza con la Carta europea dei ricercatori e con il Codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori. “La riforma degli enti di ricerca avviata da Trento è molto importante e deve continuare – ha spiegato il senatore Giuseppe Valditara – così come è importante attribuire degli incentivi sulla base di valutazioni oggettive legate anche ai risultati degli enti stessi. Il Trentino si è dimostrato un ottimo esempio per capire come la ricerca non debba essere terreno di scontro politico tra due partiti, ma una condivisione di valori. Il percorso intrapreso si mostra, dunque, come la base da cui partire per la riforma di un sistema di ricerca nazionale”. “E’ stato un percorso molto faticoso – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai – ma un passaggio importante. Non esiste ricerca senza università e senza scuola ed è per questo che ci stiamo impegnando anche per migliorare quest’ultimo settore seguendo la stessa linea che abbiamo seguito fin ora”. All’evento erano inoltre presenti l’assessore provinciale alla programmazione, ricerca e innovazione Gianluca Salvatori assieme a Giovanni Gius, presidente della Fondazione Edmund Mach, Andrea Zanotti, presidente della Fondazione Bruno Kessler, Luciano Modica, sottosegretario del Ministero Università e ricerca scientifica.
(Cep)