Roma, 25 feb – Nuova doccia fredda per i consumatori. Dopo i dati diramati dall’Istat sul calo delle vendite registrato nel mese di dicembre del commercio fisso al dettaglio, ora l’allarme arriva anche dall’Eurispes secondo cui l’inflazione è ormai all’8%. Dal 2001-2005 infatti l’istituto di ricerca ha calcolato una crescita complessiva dell’inflazione del 23,7%. Una fiammata che pesa sul potere d’acquisto degli italiani con una perdita media che per diverse categorie si attesta dal 2001 al 35%. Il quadro descritto dall’Eurispes prevede inoltre, come conseguenza la crescita dell’economia sommersa, che nel 2007 ha generato almeno 549 milioni. Dopo una fase di stasi, spiega l’istituto, l’inflazione ha ripreso a crescere nel corso del 2006 e 2007 ad una media del 5% e ha registrato negli ultimi mesi del 2007, e in questi primi mesi del 2008, un aumento fino all’8%. In considerazione di questo andamento, denuncia l’Eurispes, la perdita media del potere d’acquisto tra le diverse categorie si è ormai attestata intorno al 35%. Attraverso una simulazione l’istituto guidato da Gian Maria Fara ha riscontrato infatti la presenza di un “buco” nei redditi familiari, rappresentato dalla differenza tra il reddito netto disponibile e le esigenze basilari per condurre una vita più o meno dignitosa. In genere una famiglia italiana deve poter disporre di un reddito superiore a quello effettivamente posseduto, anche solo per affrontare le spese minime necessarie. Un buco che viene riempito attraverso il sostegno della famiglia d’origine o il lavoro in nero. Tanto che, secondo i calcoli dell’Eurispes, il reddito viene integrato ogni mese con 1.330 euro “in nero”. A costringere gli italiani a questo stakanovismo sono i salari troppo bassi. Nel nostro Paese oltre 20 milioni di lavoratori sono sottopagati e le retribuzioni sono inferiori del 10% rispetto a quelle della Germania, del 20% rispetto al Regno Unito e del 25% rispetto alla Francia. Tra il 2000 e il 2005 mentre si è registrata una crescita media del salario a livello europeo del 18%, nel nostro Paese i lavoratori dell’industria e dei servizi (con esclusione della Pubblica amministrazione) hanno visto la propria busta paga crescere solo del 13,7%. (SEGUE)