Parigi, 29 feb – E’ un esame superato a pieni voti quello di
Alessandra Facchinetti per Valentino. La sua collezione per il prossimo inverno
– la prima in passerella dopo il ritiro del maestro, lo scorso gennaio – presentata
ieri a Parigi nell’elegante Palais da Chaillot, convince gli addetti ai lavori:
soddisfatti gli investitori, conquistata la stampa ed entusiasta Giancarlo
Giammetti, braccio destro di Garavani per 45 lunghi anni. “La collezione
mi è piaciuta – ha dichiarato alla fine dello show – quello di Alessandra era
un compito quasi impossibile. Non ho visto niente di sbagliato e niente di
trash. La sua visione dello spirito di Valentino è nello stile della Maison.
Sono commosso, confuso, emozionato e anche rassicurato dal rispetto che ho
visto per ciò che abbiamo fatto in tanti anni. Un rispetto per la storia, per
la delicatezza, il garbo e la fragilità di quello che Valentino aveva
disegnato”. Visibilmente emozionata anche la stilista, reduce da mesi di
maniacale studio negli archivi del suo mentore e da tante lacrime, come quelle
versate quando ha conosciuto le leggendarie sarte della maison, che ancora oggi
realizzano a mano ogni capo senza l’ausilio della macchina da cucire: “Il
Dna della casa non cambierà mai – conferma – semmai cambierà solo il suo punto
di vista, che ci permetterà di fare cose nuove”. Ed è con saggezza e
grande passione che Alessandra Facchinetti ha affrontato la sfida sicuramente
più dura della sua carriera, realizzando una collezione moderna e attuale ma
indiscutibilmente “very Valentino”. Sulla grafica passerella a forma
di otto – simbolo dell’infinito – sfilano capolavori di alta sartoria: cappotti
geometrici e mirabilmente modellati sulla silhouette, tailleur impeccabili, abiti
dalle perfette scollature a farfalla, giacche a marsina con code sfuggenti,
tuniche ricamate e bluse impalpabili, con giochi di rouches e plissettature che
sembrano usciti da un quadro di Klimt. Alessandra conferma la puntigliosa
attenzione alle forme e ai dettagli, per capi che sono “un mix di colori
rinascimentali e tagli Anni Sessanta, un periodo – spiega – in cui Valentino
sposava silhouette grafiche molto pulite a tocchi romantici”. Come il
raffinato rosa carne che la filiforme stilista ha sostituito all’inconfondibile
rosso, tanto amato dal suo predecessore: “E’ la mia tinta preferita –
spiega – Trovo che il color nudo sia molto femminile, mi fa sentire a
casa”. Minimal anche gli altri colori della palette, a sottolineare la
vocazione di una collezione che punta sul fascino delle forme e dei volumi
piuttosto che sulla ridondanza dei dettagli e degli accessori: al nero e al
bianco si affiancano il blu notte e qualche tocco di rosso per la sera. Che
rende omaggio all’inconfondibile eleganza del marchio con abiti stile impero,
pantaloni a vita alta ed elaborate camicette. Debuttano in passerella graziose
ballerine con la punta di raso da portare con pantaloni a sigaretta, lineari
decolletè e sandali bicolore di sobria eleganza. A incorniciare la vita delle
gonne ad anfora sottili cintine con fiocchi metallici, sicuramente tra gli
accessori must-have per il prossimo inverno. Tra quanti hanno applaudito
l’esordio di Alessandra – che ha superato la non facile esperienza da Gucci,
per cui ha realizzato solo due collezioni femminili dopo l’addio di Tom Ford –
Marisa Berenson, Wynona Rider e i suoi familiari, orgogliosi e commossi: la
mamma, la sorella, il fratello Dj Francesco e il papà Roby, storico volto dei
Pooh. Molti gli attestati di stima alla vigilia di questo grande evento:
biglietti di incoraggiamento da diversi colleghi (lo stesso Ford e Alber Elbaz)
e uno splendido mazzo di fiori dalla sua storica rivale, Frida Giannini, oggi
direttore creativo di Gucci. “Amiche è una parola grossa – rimarca Facchinetti
-, ma le sono grata di questo gesto elegante”. A chi le chiede quanto le sia
costata la carriera in termine di rinunce, Alessandra risponde senza
esitazioni: “Questo lavoro è la mia vita”.
(A. Sc.)