Roma, 5 mar – “La questione del voto per corrispondenza presenta punti di criticità: tra questi il problema della spedizione dei plichi, quello del funzionamento delle Poste nei diversi paesi, quello della restituzione delle schede elettorali”. Queste le parole del viceministro degli Esteri con delega per gli italiani nel mondo Franco Danieli, intervenuto all’assemblea del Cgie iniziata questa mattina a Roma. “Abbiamo cercato una risposta a questi problemi – ha spiegato il viceministro – tramite diversi accorgimenti: l’utilizzo, quanto più possibile, della posta raccomandata, l’alleggerimento del plico elettorale dal quale abbiamo eliminato il testo della legge, e il miglioramento delle procedure di scrutinio in Italia: in questo senso abbiamo provveduto a far sì che lo scrutinio avvenga in locali più ampi e con maggiore separazione tra i seggi. Il numero degli scrutatori inoltre aumenterà da cinque a sei, e sei saranno anche i magistrati di Corte d’appello che sovrintenderanno allo scrutinio. Speriamo che questi accorgimenti di buon senso siano utili per il corretto svolgimento del voto per corrispondenza: dalla verifica si vedrà se questo sistema può funzionare o se si deve pensare a qualcosa di radicalmente diverso, rivendendo il testo normativo. La cessazione anticipata della legislatura ci ha costretto ad intervenire con alcune piccole modifiche del decreto legge senza operare una riflessione generale sulla questione del voto all’estero”.
(Cat/Sis)