Roma, 6 mar – Sono migliaia gli studenti che in Giappone si accostano alla lingua italiana. A rivelarlo è un’indagine, la prima di questo genere nel Paese asiatico, sulla diffusione dell’italiano in Giappone commissionata dall’Ambasciatore d’Italia, Mario Bova, al prof. Fabrizio Grasselli, rappresentante della Società Dante Alighieri in Giappone. La ricerca, condotta tra la metà del mese di novembre e i primi giorni di dicembre dello scorso anno e relativa alle aree metropolitane di Tokyo e Nagoya, riporta numeri significativi in merito all’interesse degli studenti giapponesi nei confronti del nostro idioma: a livello scolastico sono 5.000 a Tokyo e circa 800 a Nagoya; a livello universitario sono 4.800 negli Open College, ai quali vanno aggiunti i circa 2.000 delle restanti università che offrono corsi di italiano. Negli ultimi anni si è registrata una forte richiesta anche tra i bambini: nell’area metropolitana di Tokyo sono circa 200 gli alunni di età compresa tra i 3 e i 15 anni che hanno espresso il desiderio di accostarsi alla lingua italiana. L’interesse crescente del Giappone verso il nostro idioma si nota, oltre che dal punto di vista didattico, anche da quello più semplicemente legato alla quotidianità giapponese: basta trascorrere qualche giorno nel Paese nipponico per notare la presenza di nomi e diciture in italiano, dai ristoranti ai quartieri commerciali, dai prodotti più vari alle riviste. (SEGUE)