Roma, 10 mar – A testimonianza degli anni Sessanta l’esposizione presenta la pittura pop del gruppo italiano (Franco Angeli, Roberto Barni, Umberto Buscioni, Gianni Ruffi), il design di Ettore Sottsass, Marco Zanuso e dei gruppi dell´Architettura Radicale (Archizoom e Superstudio) che produssero tra gli altri per Poltronova. Per gli anni Settanta spiccano le opere di Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Chiari, Emilio Isgrò, Franco Vaccari e la produzione industriale di sculture poliuretaniche della Gufram (Pratone di Ceretti-Derossi-Rosso). Gli anni Ottanta, invece, si caratterizzano per la mediterraneità di Mimmo Paladino e per i ritratti di molti artisti nel loro studio realizzati da Aurelio Amendola. Il fascino del “made in Italy” oltrepassa sin dai primi anni ´50 le frontiere nazionali consolidandosi non solo in Europa e in America, dove i creatori italiani ricevono riconoscimenti ufficiali per il loro indiscusso genio con collaborazioni prestigiose, premi e inviti ad esposizioni internazionali, ma in tutto il mondo. Un aneddoto racconta come il “prodotto” italiano intessuto di bellezza, funzionalità e modernità non conoscesse alcuna frontiera e fosse famoso nonostante l´anonimato del suo progettista. A bordo degli incrociatori italiani, recatisi in Vietnam per un´operazione umanitaria, i profughi, che fraternizzarono presto con il personale di bordo, interrogati su come immaginassero l´Italia e cosa conoscessero di essa, risposero in molti: “la Vespa”.
(Grm)