Roma, 11 mar – “Nell’indifferenza generale Romano Prodi ha annunciato di aver definitivamente chiuso con la politica italiana. A 68 anni il Professore ritiene conclusa la parentesi apertasi nel maggio 1996, quando fu eletto presidente del Consiglio e restò in carica per venti mesi. Presidente del consiglio lo diventerà una seconda volta, e per venti mesi ancora, quando batterà ancora una volta Silvio Berlusconi alle elezioni dell’aprile 2006”. Lo scrive Le Figaro commentando l’addio di Prodi. “Dalla caduta del suo governo, il 24 gennaio scorso – scrive il quotidiano francese -, Prodi si è tenuto alla larga dalla vita politica e si è limitato a sbrigare gli affari correnti senza inserirsi nella campagna elettorale in corso”. “Dopo le sue dimissioni – si aggiunge – gli esperti hanno parlato di fine di un ciclo politico, perché di cui Prodi era interprete, l’unità del centrosinistra, è ormai superato”. “Occorre accreditargli il merito della tenacia – continua Le Figaro -, una visione della cosa pubblica molto rara in un’Italia individualista, e un grande coraggio politico”. “Combattivo e sorridente – prosegue l’articolo -, Prodi ha saputo affrontare le difficoltà con la levatura di un uomo di Stato. Ma è in politica estera che ha dato il meglio di sé, grazie anche alla sua esperienza a Bruxelles”. “Lungi dal godersi la sua pensione in compagnia della moglie Flavia nella sua casa di Bologna- conclude il quotidiano francese – Prodi si vedrebbe bene in un ruolo internazionale: ambasciatore dell’Onu o dell’Unione europea, presidente di una fondazione o ambasciatore per il medio oriente come Tony Blair”.
(Fau)