Pescara, 17 mar – Prosegue fino ad aprile la mostra al allestita al Museo Delle Tradizioni Ed Arti Contadine (Mu.T.A.C.) di Picciano sull’emigrazione. L’Italia ha conosciuto un’intensa stagione migratoria. Dal 1880, fin verso la metà del 1900, milioni di Italiani hanno lasciato le proprie famiglie per emigrare principalmente oltre l’oceano, verso gli Stati Uniti, ma anche verso il Sud America. Fino al 1885 i principali paesi d’immigrazione erano europei: Francia, Germania, impero austroungarico e Svizzera, mentre solo successivamente le mete principali dei flussi di emigranti divennero Stati Uniti, Argentina e Brasile. Tra i primi del Novecento e l’inizio della Prima Guerra Mondiale il fenomeno raggiunse l’acme, con circa 600.000 espatri l’anno; nel complesso gli Stati Uniti accolsero più di 3 milioni di italiani. I motivi di tale flusso si possono riconoscere nella crisi economica e demografica, nella pressione fiscale, nel declino dei lavori artigianali e manifatturieri; la prospettiva di condizioni migliori ha contribuito all’esodo nazionale più celebrato della storiografia, per cui si dispone oggi di un’abbondantissima documentazione iconografica. Spesso la migrazione assumeva carattere definitivo, secondo stime elaborate dal Ministero degli Affari Esteri gli oriundi italiani sono oggi intorno ai 58,5 milioni di unità, distribuiti per la maggior parte tra Nord America (16,1 milioni , di cui 15,5 negli Stati Uniti) e l’America Latina (39,8 milioni). La mostra presenta pannelli alti 6 metri in cui vengono descritte le grandi compagnie di navigazione, l’imbarco degli emigrati, come viaggiavano, come venivano accolti ad Ellis Island, come raggiungevano New York e i primi momenti della loro vita quotidiana in questa grande città. A finire, il dramma di Sacco e Vanzetti. Al visitatore viene presentato un film-documentario della RAI del 1968 con regia di Blasetti, con voce di Riccardo Cucciolla che parla su questa Grande Emigrazione. Nell’Auditorium del museo, è stata riprodotta il profilo di una nave di fine 1800, di circa 10 metri di lunghezza e 3 metri di altezza, con la ricostruzione di due cabine di 3° classe e del gabinetto medico dell’Ufficiale Medico della Marina Militare che, come si sa, per obbligo, doveva essere presente su qualunque piroscafo che trasportasse emigranti. La realizzazione della filmografia ed effetti speciali è dello staff del Museo; le musiche originali sono di Ennio Morricone.