Verona, 17 mar – Si è svolto a Verona un incontro tra l’Educandato Statale “agli Angeli”, scuola di grandi tradizioni e dalle vicende singolari, e il Comitato locale della “Dante Alighieri”, in vista della iscrizione di una cinquantina di ragazzi del liceo alla Società. Numerosi gli spunti di riflessione offerti dalla giornata, in particolare sui processi di attualizzazione della trasmissione del sapere umanistico, storico e artistico, ritenuti come valori fondanti della cultura italiana. A Verona, l’intesa fra la “Dante” e l’Educandato prosegue da tre anni. Grazie anche alla intermediazione di Luigina Merci, membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, presieduto dal prof. Giancarlo Mischi e da Renzo Piccoli, e dello stesso Comitato veronese, presieduto dal dott. Giannantonio Bresciani e coadiuvato dalla Vicepresidente, prof.ssa Laura Pighi, gli studenti si iscriveranno alla “Dante Alighieri” entro la fine dell’anno scolastico. Il criterio adottato dalla Direzione e dal personale docente per l’assegnazione delle tessere è meritocratico, per cui solo a scrutini effettuati i ragazzi riceveranno le tessere con una cerimonia ufficiale delle consegne. Laura Schram Pighi, Vicepresidente della “Dante” di Verona, ha ribadito quanto il passaggio fra erudizione e cultura sia indispensabile per attualizzare il sapere. Il fondamento della scuola corrisponde a quello della Società Dante Alighieri, che nasceva a fine Ottocento perché gli emigrati non dimenticassero le origini italiane. La prof.ssa Pighi ha ribadito che la mancanza di senso storico equivale a mancanza di senso critico, forma mentale, questa, che dopo trent’anni di insegnamento accademico all’estero, ha connotato come peculiare della cultura e del sapere italiani. Prosegue, intanto, il ciclo di conferenze promosso dalla “Dante”: dopo gli incontri con il prof. Ottavio Bevilacqua, con la dott.ssa Caterina Cicogna, e con l’avvocato e giornalista Giovanni Masciola, il ciclo dedicato al Risorgimento si è concluso nella Sala Farinati della Biblioteca Civica di Verona con una inusuale rilettura di un periodo tra i più significativi della storia italiana eseguita dal dott. Flavio Andreis, già Direttore di Istituti Italiani di Cultura di area germanica e slava, e dallo stesso prof. Bevilacqua, storico esperto dell’epoca risorgimentale.(Sab)