Roma, 20 mar – I firmatari della lettera vogliono una scuola capace di affrontare la sfida rappresentata dai “ragazzi difficili”; mediatori culturali per aiutare i docenti non solo ad accogliere ma anche istruire i giovani provenienti da altri Paesi; contrasto alla dispersione scolastica attraverso “l’allargamento, in tutte le regioni, dell’offerta formativa per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione anche nelle strutture formative accreditate”. Chiedono un impegno alla formazione ai valori civili attraverso il sostegno concreto del volontariato, del servizio civile, delle iniziative di educazione alla pace, alla legalità, al rispetto dell’ambiente. Domandano spazi per i giovani e buone occasioni per il tempo libero: sostegno alle associazioni, i centri giovani e gli oratori che si occupano dell’educazione degli adolescenti; facilitazioni per la pratica sportiva, tessere per l’ingresso a musei, monumenti, rassegne musicali e teatrali. Sul piano del disagio e della devianza minorile, le organizzazioni del Laboratorio Educativo puntano innanzitutto sulla prevenzione, attraverso un sistema di mediazione sociale oggi reso poco efficace da una scarsa collaborazione interistituzionale. Andrebbe incentivata su tutto il territorio la nascita di progetti diurni e residenziali per adolescenti che commettono reati. Quanto alle dipendenze, viene chiesta la sperimentazione di progetti e servizi diversi rispetto alle tradizionali Comunità e ai Sert; la produzione di norme ispirate al principio che “Drogarsi non è un diritto”, fondate sulla centralità della dimensione educativa e non su quella sanzionatoria e che garantiscano il recupero e la risocializzazione.
(Cep/Sis)