e Civitavecchia, circa 3 mila persone sono seguite dal reparto di malattie
infettive dell’Ospedale “Spallanzani” di Roma e di queste, il 6% è affetto da
Hiv. La maggior causa dell’infezione resta la tossicodipendenza. Hiv, tubercolosi
ed epatiti virali sono fra le malattie più diffuse e più pericolose in carcere
ed è per questi motivi che il Garante dei Diritti dei detenuti del Lazio Angiolo
Marroni ha edito una guida informativa in sei lingue (oltre all’italiano,
arabo, spagnolo, romeno, francese e inglese), intitolata “Conoscere e
Prevenire”. La guida sarà distribuita gratuitamente ai detenuti di tutte le
carceri del Lazio ed è stata presentata nella Prima Rotonda del carcere di
Regina Coeli dallo stesso Garante Angiolo Marroni, dal direttore del carcere di
Regina Coeli Mauro Mariani e dal consigliere regionale Donato Robilotta. Un
recente rapporto della Società italiana di Medicina e Sanità penitenziaria
(Simspe) ha evidenziato che, su un campione di 1300 detenuti su scala
nazionale, più della metà della popolazione carceraria italiana è affetta da
varie patologie. Tra le patologie, oltre all’Hiv, la cifra più allarmante è che
un 17% di detenuti è affetto da patologie virali croniche fra cui l’epatite C. Inoltre,
la necessità di predisporre un vademecum in più lingue è giustificata dai
numeri: il 44% dei detenuti del Lazio è di nazionalità straniera. Dei 4908
reclusi, infatti, 2157 sono stranieri, di cui 1344 extracomunitari e 813
comunitari. La comunità più rappresentata in carcere è quella romena (653
detenuti) seguita da quella marocchina (190), da quella albanese (155) e da
quella algerina (146). “Al di là di illustrare gli aspetti di malattie di cui
sono affetti tanti detenuti – spiega Angiolo Marroni – questi opuscoli hanno un
ulteriore, intrinseco valore consistente nel segnalare che i detenuti non sono
un problema solo penale, ma una realtà che nasce da problemi prevalentemente
sociali e che impone, a tutti noi, di guardarli e conoscerli ai fini della
prevenzione e del reinserimento”.
(Caf/Dpo)