Roma, 3 apr
– “Il ministero degli Affari Esteri intende rassicurare le forze politiche e
l’opinione pubblica sulla correttezza con cui l’intero esercizio si sta
svolgendo nell’intera rete diplomatico-consolare”. Sono prive di attendibilità
le denunce di brogli elettorali provenienti da diverse parti politiche relative
alla Circoscrizione estero: lo assicura la Farnesina, per la quale “non trovano
riscontro le illazioni secondo cui in alcune sedi non sarebbero stati inoltrati
i plichi elettorali agli aventi diritto. In particolare, in Costarica tutte le
schede sono state regolarmente inviate, e molte di esse sono già state restituite
all’ambasciata. Si sono invece verificati alcuni limitati disguidi nella confezione
dei plichi elettorali da considerare
peraltro fisiologici, data la complessità dell’esercizio ed il rilevante numero
di connazionali ad esso interessati”, ammette la nota facendo riferimento in
particolare alle Circoscrizioni di Mosca e Colonia. Polemiche erano sorte anche
in Francia, a Lione “dove una parte non trascurabile di plichi è stata spedita
con la busta bianca di formato più piccolo destinata a raccogliere le schede
una volta votate già sigillata. A questo inconveniente è stato posto subito
riparo mediante un successivo invio di una nuova busta bianca”. E qualche
problema tecnico si sarebbe verificato anche con alcune schede per i militari
all’estero. Quanto all’episodio che in assoluto aveva destato maggiore
scalpore, quello registrato a Buenos Aires del rinvenimento di circa 120.000
buste in bianco eccedenti il fabbisogno stimato, “è da precisare che si tratta
appunto di semplici buste, e non di schede elettorali, come da alcuni
sostenuto. E’ stato accertato al riguardo che il vettore postale incaricato dell’imbustamento
e successiva distribuzione dei plichi aveva ritenuto prudente predisporre di
propria iniziativa delle consistenti scorte di buste. Venuto a conoscenza
dell’esistenza di tale stock supplementare di buste, il Consolato Generale in
Buenos Aires, d’intesa con l’ambasciata, ha determinato di provvedere alla
distruzione immediata, avvenuta il 22 marzo, di gran parte del materiale di
cancelleria in eccesso”. – “Altra questione spesso sollevata in questi giorni –
si legge nella nota della Farnesina- riguarda le modalità dell’invio dei plichi
elettorali, per posta raccomandata o altri sistemi. Se alcuni lamentano infatti
l’uso della raccomandata, per il disagio causato agli aventi diritto di recarsi
all’ufficio postale per il ritiro, nel caso in cui non si fossero trovati al
loro domicilio al momento della consegna, altri sostengono per contro che
la posta ordinaria, o più snelle modalità equivalenti, non garantiscano la
sicurezza del voto. Si tratta di una questione non facile da risolvere in
astratto. Il ministero degli Esteri si è basato sulla constatazione della
peculiarità dei sistemi postali, pubblici o privati, nei diversi Paesi.
Conseguentemente, ha affidato alle ambasciate in loco, in virtù della loro
esperienza diretta, la valutazione delle garanzie offerte dalle varie modalità
di invio dei plichi, al fine di meglio contemperare le necessarie misure
di sicurezza con l’esigenza di raggiungere tutti gli elettori tempestivamente,
senza arrecare loro inutili disagi”. Ultimo, ma non ultimo, “quanto alle
persistenti illazioni su una presunta compravendita di schede in alcuni Paesi,
il ministero e i dipendenti consolati possono evidentemente agire solo in
presenza di circostanziate segnalazioni. E’ il caso di Colonia, dove il consolato
ha convocato, per acquisire la loro versione dei fatti, i due connazionali i
cui nominativi sono stati citati da un quotidiano in un servizio su
asseriti brogli in Germania. E’ ovvio che qualora risultassero confermati
elementi di rilievo penale, sarà dovere dell’Ufficio consolare presentare una
precisa denuncia alla autorità giudiziaria competente, come è dovere di ogni
cittadino elettore o cronista presentare denuncia all’autorità giudiziaria
qualora in possesso di elementi che abbiano valenza penale”. Lo stesso
viceministro Franco Danieli, in mattinata, aveva risposto duramente alle
critiche del centrodestra sui presunti brogli, confermando a NoveColonne il
proprio parere, secondo cui quella dell’attuale opposizione non era che “un
tentativo di strumentalizzazione politica, sulla scorta di quanto già avvenuto
in occasione dell’elezioni del 2006”. Sull’eventualità del rinvio del voto in
Italia in seguito alla riammissione della Dc e sulle eventuali ripercussioni
sul voto all’estero, infine, Danieli aveva detto che “la rinuncia da parte di
Pizza mette le cose a posto”. Anche se la successiva rettifica del leader della
Dc lascia ancora un’ombra di dubbio sulla questione della data.
(Cat/Sis)