Roma, 7 apr – L’italia sarebbe affetta da una sorta di “sindrome autodistruttiva”. E’ quanto afferma il ministro degli Esteri Massimo D’alema in un’intervista a El Pais. Sono convinto – ha detto al quotidiano spagnolo – che nel mondo prevalga “un sentimento filo-italiano, il problema infatti sono gli italiani. Siamo i primi ad avere una visione di noi stessi estremamente critica, ci castighiamo talmente tanto che a volte sembra di essere affetti dalla sindrome di autodistruzione”. Per D’alema il Paese ha bisogno di profondi cambiamenti che sono, però, bloccati dagli “interessi locali e corporativi”. In tema di elezioni Massimo D’Alema pronostica che si concluderanno con un margine “molto stretto”, cosa che porterà il prossimo governo a dover “trovare un accordo per fare una riforma del sistema politico”. Una riforma necessaria “se desidera un governo forte, capace di liberalizzare a fondo il Paese”. Parlando delle due principali coalizioni che si giocheranno la partita elettorale, il ministro ha voluto sottolineare come il Pd abbia “rotto con gli estremisti, mentre Berlusconi con i moderati”. “Magari avessimo una destra liberale – aggiunge – la nostra è l’unica destra europea che aumenta il debito pubblico, utilizzandolo per mantenere le sue relazioni clientelari. L’Italia ha una tradizione corporativa molto antica, di nobili origini, e dei localismi molto forti che convivono con la debolezza dello Stato centrale. Berlusconi è la somma di questa situazione”. Poi c’è “La Lega che ha criticato Garibaldi per averci dato il Sud”. “Ha uno scarsissimo senso dell’Unità nazionale” conclude D’Alema.