Roma, 7 apr – “Ritengo che gli Istituti Italiani di Cultura debbano essere un perno essenziale della nostra presenza nei diversi Paesi che li ospitano e un reale fattore di sviluppo culturale e civile delle nostre collettività”. Inizia così la lettera aperta che Franco Narducci, presidente Unaie e candidato alla Camera con il Pd nella circoscrizione estero, ha rivolto agli operatori della promozione della cultura italiana all’estero. “Sono certo – scrive Narducci – che la cultura, la nostra cultura nella sua accezione più larga, debba oggi, più che in passato, assumere una posizione di primo piano nel dibattito politico e nella crescita morale e civile del Paese, sia dentro che fuori i confini nazionali. Dobbiamo però rilanciare la presenza all’estero della nostra politica culturale avendo ben chiaro il mutato contesto internazionale, soprattutto in Europa, per adeguarvi gli strumenti e i traguardi a cominciare da quelli più tradizionali, come la diffusione della nostra lingua. Certo l’italiano non è ovviamente una lingua veicolare, ma non può e non deve essere considerata una mera “lingua della memoria”. L’italiano è una lingua viva e il dinamismo della nostra società civile e della nostra cultura nel mondo lo testimonia legittimandone la presenza a pieno titolo. Anche all’interno di una “emigrazione” non più espressione di stenti, separazioni e ricongiungimenti, ma come elemento di diffusione di preziosa intelligenza e coraggiosa iniziativa.
(SEGUE)