Roma, 9 apr – “Il vero valore aggiunto di questa campagna
elettorale è stato l’entusiasmo che il Pd ha portato tra i nostri connazionali,
e la speranza per un’Italia davvero migliore. Una campagna grazie alla quale ho
potuto conoscere tante persone ed esperienze, che mi ha portato dal gelo in
Canada fino alle temperature tropicali del Messico”. Gino Bucchino, candidato
per il Pd nella circoscrizione Estero in Nord America, ripercorre quella che è
stata “una campagna elettorale ingestibile, dai tempi pazzeschi per chi, come
me, ha avuto meno di un mese per coprire un intero continente”, ma anche ricco
di passione civile e politica. Con la convinzione che il voto dei nostri
connazionali promuoverà il messaggio del Pd. Il Pd ha fatto breccia tanto tra
gli emigrati di prima generazione quanto tra quelli della nuova “e devo dire
che anche questo fatto mi ha molto sorpreso, in positivo. Perché mentre i
giovani emigranti, pur conservando uno strettissimo legame con l’Italia, si
sentono cittadini del mondo e quindi predisposti verso il nuovo, gli emigranti
di prima e seconda generazione appartengono a un’altra tradizione politica e
nell’immaginario sono più legati alle vecchie appartenenze. Eppure, anche tra
loro ho visto che la venuta del Pd è stata accolta con sincero entusiasmo. Secondo Bucchino, “gli emigranti di prima e seconda generazione
chiedono attenzione soprattutto sulla questione delle pensioni e, in questo
senso, sono preoccupati per i segnali di disattenzione che giungono
dall’Italia. Domandano poi assistenza sanitaria, ed è difficile far capire loro
che questa è legata soprattutto al principio di residenza, e il riacquisto
della cittadinanza. Le nuove leve, invece, chiedono soprattutto il
riconoscimento all’estero dei titolo di studio e lo snellimento delle pratiche
burocratiche per l’apertura di attività imprenditoriali”. Ad accomunarli invece
il fatto “sono tutti molto informati sull’Italia. Riguardo alla comunicazione
cominciano ad essere abbastanza soddisfatti e certamente la nuova Rai
International, più ricca di contenuti, ha dato un contributo importante. E poi
tutti lamentano il modo in cui è stata gestita la tornata elettorale: c’è stata
una mancanza di coordinamento troppo grande
tra i consolati: basti pensare che l’informativa per il voto non era
unico, ma ogni consolato lo redigeva a modo proprio. Anche l’anagrafe elettorale
ha avuto grossi ‘buchi’: bisogna arrivare a una sua gestione da parte del
ministero degli Esteri e dei consolati.
(Sis)