Roma, 10 apr – Al momento, però, rimane confermato il limite massimo delle 16 del 10 aprile, tre giorni prima dell’inizio della chiamata alle urne in Italia: praticamente il tempo necessario per far confluire le schede degli italiani all’estero a Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, per il conteggio dei voti che mettono in palio 18 posti in parlamento tra Camera e Senato, destinati con ogni probabilità, come nella passata legislatura, a rivestire un ruolo spesso decisivo per le sorti dell’Esecutivo entrante, soprattutto al Senato. La ‘seconda volta’ del voto estero ha avuto, come nel 2006, i suoi problemi da risolvere: a parte lo sciopero postale brasiliano, da destra si sono più volte alzate voci di brogli (nello specifico in Sud America e in Canada), prontamente smentite dal centrosinistra e dalla Farnesina: “niente brogli – ha assicurato il ministero degli Esteri – solo qualche fisiologico disguido”.
(Sis)