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ALLARME FAO: IL RECORD DEI CEREALI LO PAGHERANNO I PAESI POVERI

it@withub.it by it@withub.it
11 Aprile 2008
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Roma, 11 apr – Il costo delle importazioni dei cereali per i paesi più poveri segnerà alla fine di quest’anno un aumento del 56% che si andrà a sommare a quello del 37% già registrato alla fine del 2007. E’ questa la previsione resa nota dalla Fao che rinnova l’allarme per i paesi africani a basso reddito con deficit alimentare. Negli ultimi due mesi – spiega il rapporto “Crop Prospects and Food Situation” – la crescita dei prezzi dei cereali è andata avanti senza soluzione di continuità, conseguenza della domanda sostenuta e dell’esaurimento delle scorte. Il prezzo del riso è quello che ha registrato l’aumento maggiore, a seguito dell’imposizione di nuove restrizioni all’esportazione da parte di alcuni tra i maggiori paesi esportatori. Alla fine di marzo i prezzi del grano e del riso erano circa il doppio dell’anno precedente, mentre quelli del mais erano aumentati di oltre un terzo. “I Paesi ricchi devono fare un passo indietro di almeno vent’anni per correggere politiche di sviluppo errate” ha detto presentando il rapporto Jacques Diouf, direttore generale della Fao. “Se il Nord del mondo – ha aggiunto – non cambierà modello di sviluppo la bolletta per i cereali nei paesi poveri continuerà a crescere e le rivolte popolari e sociali che in questo periodo colpiscono Egitto, Tunisia, Senegal, Burkina Faso, Camerun, Guinea, Haiti e tanti altri paesi poveri, dilagheranno”. La stessa Fao ha già lanciato l’Isfp, l’iniziativa sul rialzo dei prezzi alimentari, per offrire assistenza tecnica e politica ai paesi poveri colpiti dall’aumento dei prezzi delle derrate ed aiutare gli agricoltori più vulnerabili a incrementare la produzione a livello locale e, parallelamente, e pronta ad aiutare i governi ad approntare interventi e strategie per raggiungere un incremento di produzione. Le previsioni, però, continuano a essere incerte: la Fao stima che la produzione cerealicola mondiale nel 2008 sia destinata a crescere del 2.6 per cento, per attestarsi intorno alla quantità record di 2.164 milioni di tonnellate. Se l’aumento di produzione previsto per il 2008 si materializzerà, spiega il rapporto, nella nuova stagione 2008/2009 potrebbe attenuarsi l’attuale situazione di scarsità dell’offerta cerealicola mondiale. Ma, ovviamente, molto dipenderà dalle condizioni climatiche: la stessa Fao ricorda che solo un anno fa, in questo stesso periodo, le prospettive per la produzione cerealicola 2007 erano molto più rosee di quanto non sia stato poi l’esito reale. Condizioni climatiche avverse hanno infatti distrutto le coltivazioni in Australia e ridotto i raccolti in molti altri paesi, specialmente in Europa.

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