Roma, 11 apr – “Siamo oramai sulla dirittura di arrivo, le ultime schede sono sulla via del consolato e domani ci sarà la chiusura delle nostre urne elettorali alias le caselle della posta. E’ stata una campagna elettorale difficile ma avvincente e per me è stato un privilegio aver fatto questa campagna con Gino Bucchino. Commenta così, in una nota di ringraziamento, la fine della campagna elettorale, la candidata per il Pd alla Camera dei Deputati per la ripartizione Nord America Emilia Vitale. “Il lavoro fatto è stato enorme, e tutti noi insieme abbiamo creato un qualcosa di fantastico, in questo lungo percorso la parola d’ordine è stata innovazione e rinnovamento”. “Tanti viaggi – ha proseguito – tante persone, tanti volti, tanti giovani, tante donne, persone che ascoltavano, c’interrogavano, si emozionavano e mi emozionavano”. “La cosa importante – continua Vitale – è che ora a New York esiste un grande gruppo che continuerà a lavorare e crescere. Non so quanti circoli riusciremo ad aprire, ma so che qualcosa sta nascendo ed è un qualcosa che continuerà a crescere e rafforzarsi. Tante sono le cose da fare per noi del Pd – ha speigato – organizzare riunioni del gruppo Pd NY a scadenza mensile; organizzare iniziative ed eventi attorno a dei temi sui quali saranno invitati a dibattere esponenti politici, del mondo imprenditoriale, del mondo universitario italiani ed americani; organizzare un gruppo di lavoro che, in collaborazione con i gruppi europei, possa elaborare delle proposte di statuto del Pd all’estero da presentare in occasione della prossima assemblea costituente (o della prossima riunione dei costituenti eletti all’estero); proseguire il lavoro con il partito democratico americano; mantenere un ruolo di coordinamento a New York per tutto il Nord America”. “Il nostro coordinamento – ha concluso – sarà il contesto in cui inscrivere i lavori dei gruppo Pd Nord America. La nostra è stata la campagna dell’antiretorica, abbiamo definito il profilo degli “Italiani jazzisti” e “non” di New York, siamo riusciti a creare un trait d’union tra vecchio e nuovo, passato e presente”.
(Cep/Dpo)