con una maggioranza netta alla Camera e un buon margine di vantaggio anche al
Senato. Forte anche del consistente apporto di voti della Lega Nord, Silvio
Berlusconi batte Walter Veltroni con un vantaggio che si profila di sette punti
alla Camera e con una previsione di 163 senatori di Pdl-Lega Nord e Mpa contro
i 141 ottenuti da Pd e Idv. Crolla
che, con il passare delle ore, sembra destinata a scomparire dal Parlamento non
avendo raggiunto la soglia di sbarramento del 4 per cento alla Camera, su base
nazionale, e l’8 per cento in nessuna circoscrizione regionale. Un flop ammesso
dal candidato premier Fausto Bertinotti, che si è dimesso dalla direzione della
formazione composta dai quattro partiti della sinistra. Resiste l’Udc di Pier
Ferdinando Casini che raggiunge circa il 5,5 per cento alla Camera e il quorum
dell’8 per cento al Senato in Sicilia. Male anche i socialisti di Enrico Borselli
(anch’egli dimissionario) e la lista-movimento di Giuliano Ferrara contro
l’aborto, mentre
di Francesco Storace e Daniela Santanchè non delude dal punto di vista dei
consensi pur mancando il 4% che le avrebbe consentito l’ingresso in Parlamento.
Per quanto riguarda il voto di lista l’affermazione più sorprendente è però
quella della Lega Nord che torna a percentuali importanti. Il Carroccio si
avvia a doppiare il risultato di due anni fa alla Camera, dominando in
Lombardia e in Veneto, dove ottiene quasi il 25 per cento dei consensi. Mentre
al quartier generale del Pdl si respirava aria di festa nell’attesa che il
futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commentasse la sua terza
vittoria elettorale, Walter Veltroni, apparso emozionato, quasi commosso, nel
loft del Pd, ha fatto sapere di aver chiamato il Cavaliere: “Come è buona
prassi in tutte le democrazie occidentali, ho telefonato a Silvio Berlusconi
per dargli atto della vittoria e fargli gli auguri di buon lavoro”. Poco dopo,
il Cavaliere è intervenuto telefonicamente durante “Porta a Porta”: “Noi – ha commentato
dicendo di aver gradito la telefonata di Veltroni – siamo sempre stati convinti
di avere sondaggi credibili che fotografavano la realtà e io ora sono commosso
per il risultato che si profila e per la fiducia che tanti cittadini ci hanno
voluto dare. Abbiamo davanti anni difficili che richiederanno un governo forte
e dal carattere riformatore. Io posso garantire che tutto il mio impegno e la
mia esperienza per i prossimi cinque anni saranno al servizio del paese”.