Roma, 14 apr – “Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua
vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu,
lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi?”. Con molta probabilità hanno
contribuito anche i celebri versi iniziali di “A Silvia” a proiettare Giacomo
Leopardi sul gradino più alto del podio tra i poeti italiani più amati nel
mondo. A rivelarlo è il sondaggio mensile proposto dal sito Internet della
Società Dante Alighieri (www.ladante.it): successo incontrastato del poeta di
Recanati con il 25% dei voti complessivi, seguito dal già “pluripremiato” Dante
Alighieri con il 17%, da Eugenio Montale con il 12% e da Giuseppe Ungaretti con
l’8%. Due “colossi” del calibro di Giovanni Pascoli e Ugo Foscolo ottengono il
4% delle preferenze, mentre il 2% colloca in settima posizione, tutti a pari
merito, Luigi Pirandello, Alessandro Manzoni, Cesare Pavese, Francesco
Petrarca, Primo Levi e Alda Merini, unica poetessa vivente tra i primi 15 della
classifica. Percentuali leggermente inferiori per Carducci, Calvino, Quasimodo,
D’Annunzio, Boccaccio, Verga e Saba. Esclusa l’Italia, in netta maggioranza con
circa 2 milioni di accessi nel periodo del sondaggio, i contatti più numerosi
provengono ancora dal continente americano, Argentina e Brasile su tutti, con
un notevole incremento dal Canada. In Europa spiccano Svizzera, Francia,
Spagna, Polonia, Germania ed Olanda, mentre in Asia la palma d’oro va al
Giappone. “Leopardi è un classico
assoluto e quindi non sorprende la sua grande fortuna – commenta alla ‘Dante’
Alberto Casadei, docente di Letteratura Italiana presso l’Università di Pisa -.
Certamente i suoi temi sono più affini anche all’uomo contemporaneo rispetto a
quelli di Dante, e la sua poesia è in apparenza più semplice di quella di
Montale. Forse il motivo della perdurante fortuna di Leopardi, rispetto per
esempio a Manzoni, è proprio dovuto alla sua capacità di coniugare limpidezza
formale e alta densità di pensiero”. “Leopardi – prosegue Casadei – ha saputo
riflettere sui nostri costumi, basti pensare al tuttora validissimo ‘Discorso
sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani’, e insieme sulla condizione
umana moderna. Proprio per questo la sua riflessione non è valida solo per il
suo tempo, ma offre molti spunti anche per interpretare il nostro”. Casadei nota
che “l’interesse per la poesia rimane in Italia altissimo, nonostante le scarse
vendite dei maggiori poeti attuali, che bisognerebbe far conoscere di più anche
all’estero, visto che tra i risultati del sondaggio proposto dalla ‘Dante
Alighieri’ compare solo Alda Merini”. E nota infine la sorpresa di non avere
trovato in classifica autori fondamentali come Petrarca, “segno della maggiore
difficoltà a cogliere oggi gli elementi più innovativi e duraturi della loro
opera: su questo, la scuola, l’università ma anche le associazioni importanti
per la diffusione della nostra cultura, come la stessa ‘Dante’, sono chiamate a
confrontarsi seriamente”.
(Grm)