Roma, 23 apr – Potere, soldi e sangue. In un mondo
apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra, questi
sono i “valori” con i quali gli abitanti della provincia di Caserta, tra Aversa
e Casal di Principe, devono scontrarsi ogni giorno. Quasi sempre non puoi
scegliere, quasi sempre sei costretto a obbedire alle regole del Sistema,
fortunati possono pensare di condurre una vita “normale”. La camorra raccontata
da Roberto Saviano irrompe al Festival di Cannes. Il best seller tradotto in 33
lingue in tutto il mondo, già diventato uno spettacolo teatrale, è anche un
film che uscirà nelle sale italiane il prossimo 16 maggio e che sarà presentato
al cinema internazionale nell’agosto del 2008, nel corso del tradizionale
appuntamento con le palme d’oro della kermesse francese. Tratto dal romanzo
dello scrittore napoletano, il film, prodotto da Fandango in collaborazione con
Rai Cinema, è diretto da Matteo Garrone e annovera nel suo cast Toni Servillo,
Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra,
Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster. Gomorra è
un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude
nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci “fresche”, appena nate,
che sotto le forme più svariate – pezzi di plastica, abiti griffati,
videogiochi, orologi – arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e
occultate. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto
forma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri
umani, vengono abusivamente “sversate” nelle campagne campane, dove avvelenano,
tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore
fastose e assurde – dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e
marmi preziosi – che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere, ma
testimoniano utopie farneticanti. “La selezione di registi italiani al festival
più importante del mondo – afferma il produttore Domenico Procacci – conferma
che si sta facendo un buon lavoro. C’è una nuova generazione di autori italiani
che riesce ad affermarsi in ambito internazionale. E’ un bene che i nostri film
non vengano più visti come casi isolati ma frutto di un lavoro fatto con
passione e di un impegno costante”. “Avere un film in concorso al Festival di
Cannes – sottolinea Caterina D’Amico – è sempre un onore e una gran bella
soddisfazione. ‘Gomorra’ è un film bello e rigoroso e saprà rappresentare al
meglio il nuovo cinema italiano”.
(Caf)