Roma, 23 apr – La splendida Galleria del Primaticcio di Palazzo Firenze in Roma, sede centrale della Società Dante Alighieri, ha ospitato ieri la presentazione del quarto numero dell’Annuario di “Lingua Italiana d’Oggi – Lid’O”, diretto da Massimo Arcangeli, ordinario di Linguistica Italiana presso l’Università di Cagliari, nel quale vengono affrontati e approfonditi diversi aspetti e problematiche dell’italiano contemporaneo. Oltre al direttore Arcangeli, all’incontro culturale hanno preso parte Tullio De Mauro, docente emerito di Linguistica generale presso l’Università “La Sapienza” di Roma; Franca Orletti, docente di Linguistica e Glottologia presso l’Università di Roma Tre; Isabella Pezzini, docente di Semiotica dei Costumi presso l’Università “La Sapienza” di Roma; Alessandro Masi, segretario generale della Società “Dante Alighieri”. Uno dei temi centrali affrontati nel volume è stato le “Questioni di norma”, ossia ci si chiede se per i nomi indicanti cariche, mestieri o professioni è da adottarsi il maschile “neutralizzante” o il femminile “marcalizzante”: nel caso in cui una donna ricopra la carica di ministro, è meglio chiamarla ministro o ministra? Prima ancora di quelle grammaticali, sembra che le componenti siano di tipo culturale e ideologico. A tal proposito Arcangeli, nell’editoriale del volume, propone una soluzione “salomonica”: agire sugli unici fattori che sopportano la declinazione al femminile dei nomi coinvolti (la soprano, la contralto, la chirurgo ecc..). A tal proposito l’illustre docente De Mauro, nel suo intervento iniziale, ha rassicurato i presenti affermando: “La questione delle denominazioni sarà risolta negli anni, non per mano della costrizione ma grazie l’uso, che permetterà di sorpassare questa fase ‘maschileggiante’”. (SEGUE)