Roma, 22 apr – Dopo i ringraziamenti di De Mauro alla “Dante” per questa pubblicazione vista come un punto di riferimento per l’evolversi del nostro vasto linguaggio, è intervenuta la docente Franca Orletti, la quale ha introdotto il tema del genere, cioè della differenza nel modo di parlare di un uomo e di una donna, che, il più delle volte, viene contraddistinto dal ruolo sociale che si occupa. Per spiegare cosa ci porti a “storcere il naso” di fronte a queste differenziazioni di genere, la docente di Linguistica e Glottologia ha spiegato che ci sono diverse rappresentazioni sociali, sostenendo che “nella comunicazione avviene una rimostranza d’identità, dove il contesto sociale e gli stereotipi ad esso legati creano delle aspettative sociali della donna e dell’uomo, spesso circolari”. Altra problematica sessista sollevata nel quarto “Lid’O” è quella della docente Isabella Pezzini, che ha riportato ai presenti l’esistenza di una “comunicazione sincretica, nella quale tutto viene omologato ad uso quotidiano. La posizione della donna nella fruizione mediatica è spesso di tipo decorativo, e questo viene riscontrato anche a livello iconografico”. “Pensiamo ad esempio – continua la Pizzini – ai manifesti politici nelle elezioni americane con la Hillary Clinton sempre a far coppia con un uomo: prima contro Obama e poi assieme al marito”. (SEGUE)