Trento, 23 apr – Il sistema, collaudato definitivamente un anno fa, e il cui costo complessivo è di circa un milione di euro, è composto da una Tac multistrato, da un sistema di centratori a laser per il corretto posizionamento del paziente e da un sistema di calcolo per l’integrazione delle immagini Tac con il programma di elaborazione dei piani di trattamento per la radioterapia. Per l’installazione sono stati necessari i lavori di ristrutturazione della sala riunione dell’unità operativa di radioterapia, dalla quale è stata ricavata la sala diagnostica e la sala comando del sistema. Le prestazioni fatte sino ad oggi sono circa un migliaio”. “La collaborazione di tutti i professionisti è stata importantissima” ha detto Enrico Baldantoni, direttore dell’ospedale S.Chiara di Trento: “abbiamo fatto un ulteriore passo verso una grande tecnologia nell’area oncologica. Con questo sistema miriamo decisamente al tumore, con grandi vantaggi per i nostri pazienti”. “In questi ultimi quattro anni”, conclude l’assessore alle politiche per la salute Remo Andreolli, “sono cambiate moltissime cose, la struttura si è trasformata in una logica di riorganizzazione in continua evoluzione con un grande lavoro di équipe. Il nostro impegno è rivolto a proseguire su questa strada con l’obiettivo di dare risposte alle esigenze e ai bisogni di tutta la nostra comunità e migliorando sempre di più il sistema”.
(Cat)